Houston Rockets
Aggiornato Gio 30 Apr 2026 alle 08:08Gli Houston Rockets sono stati protagonisti assoluti di una stagione NBA ricca di colpi di scena, trasformazioni profonde e momenti indimenticabili. Dalle ultime notizie emerge il ritratto di una franchigia in piena evoluzione, capace di attrarre stelle di primo piano e di competere ai massimi livelli della lega.
L’era Kevin Durant: Houston si trasforma in contender
La svolta più significativa nella recente storia dei Rockets è arrivata nell’estate 2025, quando Kevin Durant ha scelto Houston come sua nuova casa. La maxi-trade con i Phoenix Suns ha coinvolto tre giocatori e sei scelte al Draft, con i Rockets che hanno ceduto Jalen Green e Dillon Brooks pur riuscendo a blindare i propri talenti emergenti: Jabari Smith Jr., Alperen Sengun e Amen Thompson sono rimasti in Texas. Durant, alla sua sesta squadra in carriera, ha firmato un contratto da 54,7 milioni valido fino al 2026, con opzione per un’estensione biennale da 112 milioni.
L’impatto del due volte campione NBA si è fatto sentire immediatamente. Già a novembre 2025, KD ha trascinato i Rockets alla quarta vittoria consecutiva contro gli Orlando Magic con 35 punti, mentre a inizio novembre aveva dominato la scena con 26 punti nel colpaccio esterno a Boston, vinto 128-101 con i Celtics mai in partita. Una prestazione così dominante da permettere a Durant di riposare per tutto l’ultimo quarto. Con lui in campo, Houston è diventata una squadra da prendere sul serio in tutta la Western Conference.
I playoff 2025: la battaglia con Golden State e l’eliminazione al settimo atto
Prima dell’arrivo di Durant, i Rockets avevano già dimostrato di poter competere con le migliori squadre della lega. Nei playoff della stagione 2024-25, Houston ha dato vita a una serie memorabile contro i Golden State Warriors, spingendola fino a Gara-7. In Gara-6, i Rockets avevano espugnato il campo californiano con un netto 115-107, trascinati da un Fred VanVleet vicino alla tripla doppia (29 punti, 8 rimbalzi, 8 assist) e da un Alperen Sengun dominante con 21 punti e 14 rimbalzi. Golden State aveva mostrato tutti i segni della stanchezza, segnando un solo canestro su 16 tentativi nell’ultimo quarto.
Tuttavia, la giovinezza dei Rockets ha pagato dazio nel momento decisivo. In Gara-7, i Warriors si sono imposti 103-89, con un Buddy Hield ispiratissimo autore di 33 punti e nove triple — suo record personale nei playoff. Curry ha aggiunto 22 punti, mentre dall’altra parte Jalen Green si è fermato a soli otto punti in una serata da dimenticare. Coach Kerr aveva commentato: «Siamo stati fortunati ad uscire vincitori in questa serie. È stata un’incredibile dimostrazione di determinazione». L’eliminazione aveva bruciato, ma aveva anche confermato che Houston era ormai una realtà consolidata nella Conference Ovest.
La stagione 2025-26: vittorie, imprevisti e la crescita del gruppo
Con Durant in squadra, i Rockets hanno affrontato la stagione 2025-26 con ambizioni ben più elevate. Le ultime notizie raccontano di una squadra solida, capace di vincere anche nelle situazioni più bizzarre. A gennaio 2026, la partita casalinga contro gli San Antonio Spurs è stata posticipata di 22 minuti a causa di un canestro danneggiato durante il riscaldamento — un episodio insolito anche per gli standard NBA. Nonostante una seconda interruzione a nove minuti dalla fine per un ulteriore controllo tecnico, i Rockets hanno portato a casa la vittoria per 111-106, dimostrando solidità mentale oltre che tecnica.
Nel corso della stagione regolare, Houston aveva già messo in mostra la propria competitività anche nella NBA Cup, raggiungendo le Final Four di Las Vegas dopo aver eliminato a sorpresa i Warriors in una partita tiratissima (91-90), decisa da un parziale di 7-0 nel finale con i due liberi trasformati da Green. Sengun aveva chiuso quella gara con 26 punti, confermandosi uno dei centri più affidabili della lega.
Non sono mancati momenti di tensione: a dicembre 2024, una rissa nel finale di partita contro i Miami Heat aveva portato all’espulsione di ben sette persone, tra cui Jalen Green, Amen Thompson, Fred VanVleet e lo stesso coach Ime Udoka. Un episodio che aveva fatto discutere, ma che non aveva scalfito la coesione del gruppo nel lungo periodo. La franchigia texana ha saputo metabolizzare anche queste difficoltà, continuando a crescere come collettivo sotto la guida di Udoka e con la leadership in campo di Durant.
Le ultime notizie sugli Houston Rockets dipingono quindi una squadra in piena maturazione: giovane nel nucleo di base, esperta grazie all’apporto di KD, e sempre più consapevole del proprio potenziale. La corsa al titolo NBA è ancora lunga, ma Houston ha dimostrato di avere tutti gli ingredienti per restare protagonista.