Franck Ribéry

Aggiornato Gio 19 Mar 2026 alle 08:23

Le ultime notizie su Franck Ribéry raccontano la storia di un campione che, dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, si prepara a una nuova vita nel mondo del calcio, questa volta da allenatore. Un percorso che sembra destinato a riportarlo là dove tutto è cominciato: il Bayern Monaco.

Ribéry verso la panchina: la licenza UEFA A e il ritorno al Bayern

La novità più recente riguarda il completamento del percorso formativo da allenatore: Ribéry ha superato gli esami finali del corso UEFA A, una qualifica che gli consente di allenare tutte le squadre giovanili, le formazioni femminili e le prime squadre maschili fino alla Serie C inclusa. Un traguardo importante per il fuoriclasse francese, che apre concretamente le porte a una carriera in panchina.

E il primo capitolo di questa nuova avventura potrebbe scriversi proprio a Monaco di Baviera. Da tempo circolano voci di un suo possibile ritorno al Bayern Monaco, club nel quale ha militato dal 2007 al 2019 vincendo praticamente tutto: nove campionati tedeschi, sei coppe di Germania, una Champions League e numerosi altri trofei. La società bavarese sarebbe disposta ad affidargli una squadra giovanile come prima esperienza da tecnico, un ruolo su misura per chi, come lui, è entrato nella storia del club formando insieme a Robben una delle coppie d’attacco più temute d’Europa.

Prima di intraprendere questa strada, Ribéry aveva rifiutato la proposta di entrare nello staff di Colantuono alla Salernitana, segnale chiaro di voler puntare su un progetto più ambizioso e strutturato. La scelta di investire sulla formazione da allenatore, culminata con il conseguimento della licenza UEFA A, conferma che il francese ha le idee molto chiare sul proprio futuro.

Il ritiro e gli ultimi anni da calciatore: Fiorentina e Salernitana

Per comprendere appieno il percorso che ha portato Ribéry a reinventarsi, è utile ripercorrere gli ultimi anni della sua carriera da giocatore. Dopo aver lasciato il Bayern Monaco nel 2019, il campione francese aveva scelto l’Italia, approdando alla Fiorentina. L’inizio era stato promettente — tanto da guadagnarsi il titolo di MVP del mese di settembre 2019 nella Serie A — ma una serie di infortuni aveva progressivamente limitato il suo contributo, rendendo difficile esprimere il meglio del suo repertorio con continuità.

Nell’estate del 2021, dopo due stagioni in viola, Ribéry aveva salutato Firenze con un messaggio toccante ai tifosi, ammettendo anche una certa amarezza per come si era concluso il rapporto con il club gigliato: aveva dichiarato di sentirsi mancare di rispetto per non aver ricevuto alcuna chiamata nelle settimane precedenti alla scadenza del contratto. Nonostante le voci su un possibile approdo al Monza o un ritorno in Bundesliga, aveva poi scelto la Salernitana, neopromossa in Serie A, affascinato dalla passione del pubblico campano.

A Salerno Ribéry aveva vissuto momenti intensi: nella prima stagione aveva contribuito alla storica salvezza del club granata, diventando un punto di riferimento nello spogliatoio. Memorabili le sue parole all’arrivo: «Io vivo per il calcio, non per i soldi», una dichiarazione che aveva conquistato immediatamente i tifosi dell’Arechi. Nella stagione successiva, però, i problemi fisici si erano fatti insostenibili, costringendolo a un addio commosso al calcio giocato nell’ottobre del 2022, tra le lacrime e gli applausi di uno stadio gremito.

In quel momento, il tecnico Davide Nicola lo aveva accolto nel proprio staff, definendolo un «potenziale allenatore per personalità, conoscenze e capacità di leggere i momenti». Parole profetiche, che sembrano trovare oggi la loro conferma nel percorso intrapreso da Ribéry verso la panchina.

Nato il 7 aprile 1983, Franck Ribéry è considerato uno dei migliori giocatori della sua generazione, al vertice di un’annata calcistica di altissimo livello che ha prodotto campioni come Philipp Lahm, Yaya Touré, Robin Van Persie e Dani Alves. La sua carriera da calciatore ha lasciato un segno indelebile, e ora il mondo del calcio attende con curiosità di scoprire se saprà trasferire la sua visione del gioco anche da allenatore, possibilmente nella casa che lo ha reso grande: il Bayern Monaco.