Felipe Massa

Aggiornato Mar 24 Mar 2026 alle 11:13

Felipe Massa continua a essere una delle voci più autorevoli e ascoltate nel panorama della Formula 1, capace di esprimersi con franchezza su temi che vanno dal mercato piloti alle dinamiche interne dei team. Le ultime notizie e dichiarazioni dell’ex ferrarista brasiliano offrono uno spaccato interessante su alcune delle questioni più dibattute del Circus, a partire dall’arrivo di Lewis Hamilton in Ferrari fino ai dubbi legati all’età del sette volte campione del mondo.

Massa e Hamilton in Ferrari: talento sì, ma l’età pesa

Tra le ultime dichiarazioni di Massa, quella che ha fatto più discutere riguarda proprio Lewis Hamilton e il suo approdo alla Scuderia Ferrari. Se da un lato il brasiliano non ha mai nascosto la sua ammirazione per il pilota britannico — definendolo «uno dei piloti migliori mai visti in F1» e una «gran bella mossa» per Maranello — dall’altro ha sollevato interrogativi legittimi sul fattore anagrafico. «Se mi chiedeste se assumerei Hamilton, come capo della Ferrari, come pilota, sì, lo farei, senza dubbio. Ma se si considera l’età forse allora qualche dubbio ce l’avrei», ha dichiarato Massa dalle pagine di Estadao.

Un giudizio articolato, quello dell’ex pilota, che affonda le radici nella sua esperienza diretta: «Per esperienza personale so che è necessario allenarsi di più con l’avanzare degli anni e anche i tempi di recupero si allungano». Il paragone più illuminante che Massa ha tracciato riguarda Michael Schumacher e il suo ritorno in Mercedes, un’avventura che non ha prodotto i risultati sperati proprio a causa dell’età. Un monito implicito, dunque, per chi si aspettava da Hamilton un impatto immediato e dominante con la Rossa.

In precedenza, commentando il trasferimento di Hamilton alla Ferrari, Massa aveva già inquadrato la situazione con lucidità, sottolineando come l’arrivo del britannico avrebbe rappresentato una spinta motivazionale per Charles Leclerc: «Questa situazione sarà anche una spinta per Leclerc, che vorrà dimostrare di essere allo stesso livello o superiore ad Hamilton, guidando la stessa macchina». Una lettura che si è rivelata profetica nel descrivere le dinamiche competitive all’interno del box di Maranello.

La battaglia legale per il Mondiale 2008: una ferita ancora aperta

Accanto alle analisi di mercato, c’è un tema che Massa porta avanti con determinazione da anni: la battaglia legale per il titolo mondiale 2008, quello che ritiene essergli stato sottratto ingiustamente a causa del Crashgate di Singapore. «Non sono un avvocato ma tutti sanno che mi è stato fatto un torto evidente», ha ribadito il brasiliano, ricordando come quella gara avrebbe dovuto essere annullata per via della manipolazione orchestrata dalla Renault con il crash volontario di Nelson Piquet Jr.

Massa è sempre stato chiaro su un punto fondamentale: la sua battaglia non è contro Hamilton. «Io non ce l’ho con Hamilton, in assoluto. È un grande, ha battuto tanti record, giustamente è circondato da un meritato prestigio. Hamilton, ripeto, non ha barato. Ma è stato fatto un danno alla credibilità dell’intera Formula 1. È stata deviata la storia». Parole che mostrano la maturità e la correttezza sportiva di un uomo che, pur sentendosi vittima di un’ingiustizia, sa distinguere le responsabilità individuali da quelle sistemiche.

La vicenda ha radici profonde anche nel rapporto con Fernando Alonso, suo ex compagno di squadra in Ferrari. Massa ha rivelato che nei loro anni insieme non è mai riuscito ad affrontare apertamente il tema di Singapore 2008 con lo spagnolo: «Se accennavo alla cosa, Fernando cambiava argomento». Un silenzio eloquente, che dice molto sulle tensioni sotterranee che quella stagione ha lasciato in eredità.

Lo sguardo sulla Ferrari e sui giovani talenti

Oltre alle questioni personali, Massa ha sempre mantenuto un occhio attento sulle sorti della Scuderia Ferrari, il team con cui ha vissuto gli anni più importanti della sua carriera. Quando si è trattato di commentare l’addio di Mattia Binotto, l’ex pilota è stato diretto: «C’era confusione nel team, e si vedeva. Normale che alla fine a pagare fosse Mattia». Un giudizio severo ma non privo di rispetto per le qualità tecniche dell’ex team principal, definito «un tecnico di grande talento» che però non è riuscito a tradurre le competenze in risultati concreti.

Sul fronte piloti, Massa ha sempre difeso Charles Leclerc dalle critiche più feroci, sostenendo che il problema della Ferrari non siano mai stati i piloti ma le lacune strutturali della vettura e della gestione strategica. Allo stesso tempo, non ha esitato a invitare il monegasco alla pazienza e alla compostezza nei momenti di difficoltà, suggerendogli di non mostrare pubblicamente le proprie frustrazioni per non danneggiare il clima interno al team.

In definitiva, le ultime notizie su Felipe Massa restituiscono l’immagine di un ex pilota che non si è mai ritirato davvero dal mondo della Formula 1: continua a osservarlo, analizzarlo e commentarlo con la passione e la competenza di chi quel mondo lo ha vissuto dall’interno per oltre tre lustri. Che si tratti dei dubbi su Hamilton, della lotta per la giustizia sportiva del 2008 o delle prospettive della Ferrari, Massa rimane una voce capace di aggiungere profondità al dibattito, senza mai scadere nella polemica fine a se stessa.