Ayrton Senna
Aggiornato Mar 19 Mag 2026 alle 09:40A trentadue anni dalla sua scomparsa, Ayrton Senna continua a essere una presenza viva e pulsante nel mondo della Formula 1. Le ultime notizie confermano che il mito del campione brasiliano non accenna a sbiadire: al contrario, la sua figura ispira piloti, appassionati e artisti in tutto il mondo, alimentando un interesse che attraversa le generazioni.
Kimi Antonelli e il sogno di seguire le orme di Senna
Una delle ultime notizie più significative riguarda Kimi Antonelli, il giovane talento bolognese della Mercedes che ha partecipato a un evento in onore di Senna a Imola, accettando l’invito dei fan del campione brasiliano senza esitazioni. A soli 19 anni, Antonelli ha parlato con grande emozione del suo idolo: «È bello essere qui a celebrare una vera leggenda, poiché Ayrton è sempre stato un mito per me. Ho visto cosa faceva per la gente, per il Brasile; è stato una fonte di ispirazione. Curava ogni dettaglio per essere vincente». Non è un caso che Antonelli corra con il numero 12, lo stesso di Senna: il giovane pilota sogna apertamente di seguirne le orme e conquistare il titolo mondiale. Le parole di Antonelli su Senna risuonano come una promessa verso il futuro, in un momento in cui il ragazzo ha già scritto la storia diventando il più giovane di sempre a partire in pole position, superando il record di Sebastian Vettel che resisteva dal 2008.
Il legame tra Antonelli e Senna non è solo simbolico. La Mercedes, con cui il giovane pilota ha vinto il GP della Cina diventando il secondo pilota più giovane a vincere un Gran Premio, rappresenta oggi la squadra dominante della Formula 1, proprio come la McLaren di Senna lo era alla fine degli anni Ottanta. Antonelli è consapevole del momento storico che sta vivendo: «Io e George Russell abbiamo una macchina davvero competitiva, voglio dare il massimo e sfruttare questa occasione fino in fondo. So che non capita tutti i giorni, quindi devo provarci».
Il ricordo di Gerhard Berger e la grandezza di un campione immortale
Sul fronte dei ricordi e delle testimonianze, Gerhard Berger ha recentemente riaperto il libro dei ricordi parlando del suo periodo come compagno di squadra di Senna alla McLaren. Le sue parole sono cariche di ammirazione sincera: «Lasciando la Ferrari cercavo una nuova sfida, ma avevo sottovalutato quanto fosse forte Ayrton. Qualche volta lo battevo in qualifica o in gara, ma in generale lui mi batteva quasi sempre. Il miglior pilota che avessi mai visto». Il racconto di Berger su Senna offre uno spaccato autentico di quegli anni straordinari, tra aneddoti divertenti — come la foto sostituita sul passaporto o la valigia gettata dall’elicottero — e la consapevolezza del pericolo costante che caratterizzava la Formula 1 di allora.
La morte di Senna, avvenuta il 1° maggio 1994 alla curva del Tamburello di Imola, fa ancora male a chi lo ha conosciuto. «Tutti sapevamo che poteva succedere. Ma nessuno pensava che sarebbe capitato ad Ayrton. Sembrava impossibile che morisse su un’auto da corsa», ha confessato Berger. Eppure, come ha sottolineato lo stesso ex pilota austriaco, è bello che oltre trent’anni dopo si parli ancora di lui: «Ha lasciato una grande eredità».
Un’eredità che si manifesta anche attraverso le commemorazioni ufficiali. Il 1° maggio 2024, nel trentennale della scomparsa, Imola aveva ospitato una cerimonia istituzionale con un minuto di silenzio alle 14.17 — l’ora esatta dell’incidente — alla curva del Tamburello. Presenti autorità di governo italiane, brasiliane e austriache, il nipote Bruno Senna, l’amministratore delegato della Formula 1 Stefano Domenicali e migliaia di tifosi da tutto il mondo. Un pellegrinaggio commosso che ha confermato quanto Senna rimanga nel cuore degli appassionati di ogni nazione.
Il mito che non tramonta: dalla McLaren LEGO alle serie TV
Le ultime notizie su Senna testimoniano anche una vivacità culturale e creativa intorno alla sua figura. La McLaren MP4/4 del 1988 — la monoposto con cui Senna e Alain Prost dominarono la stagione vincendo 15 gare su 16 — è stata riprodotta in scala 1:1 con oltre 400.000 mattoncini LEGO da Riccardo Zangelmi, unico LEGO Certified Professional italiano. L’opera, che pesa 610 chilogrammi ed è stata realizzata in 700 ore di costruzione, ha fatto tappa a Monza in occasione del Gran Premio d’Italia e successivamente è stata esposta in un centro commerciale nei pressi del circuito brianzolo, diventando una meta di pellegrinaggio per gli appassionati.
Parallelamente, la serie Netflix dedicata a Senna ha riacceso il dibattito sulla sua figura, non senza polemiche. Alain Prost, il grande rivale del brasiliano, ha espresso la sua irritazione per alcune ricostruzioni che ritiene false: «Sul rapporto tra me e Senna dopo il 1993, mi dà fastidio perché non bisogna cambiare una storia quando qualcuno non c’è più». La serie ha comunque contribuito ad avvicinare nuove generazioni al mito del campione di San Paolo, come dimostra anche la pubblicazione del libro Senna, le verità di Franco Nugnes, che raccoglie testimonianze inedite e documenti esclusivi su quel tragico weekend di Imola. Il libro di Nugnes su Senna si propone di andare oltre la narrazione televisiva, restituendo la complessità di un uomo che è stato fuoriclasse non solo con il casco in testa, ma nella vita.
Trentadue anni dopo, Ayrton Senna rimane un punto di riferimento assoluto per chiunque ami la Formula 1: un mito che ispira i campioni del presente, commuove chi lo ha conosciuto e affascina chi è nato dopo la sua scomparsa. La sua storia continua a essere raccontata, celebrata e discussa, segno inequivocabile che certe leggende non appartengono al passato, ma al tempo eterno dello sport.