Ayrton Senna
Aggiornato Ven 01 Mag 2026 alle 09:42Oggi, 1° maggio 2026, ricorre il trentaduesimo anniversario della scomparsa di Ayrton Senna, il fuoriclasse brasiliano che perse la vita alla curva del Tamburello di Imola nel 1994. A distanza di oltre tre decenni, il mito del tre volte campione del mondo non accenna a spegnersi: anzi, le ultime notizie confermano come la sua figura continui a ispirare piloti, appassionati e costruttori in tutto il mondo, generando iniziative, omaggi e riflessioni che tengono viva la sua memoria come poche leggende dello sport sono riuscite a fare.
Kimi Antonelli e il sogno di seguire le orme di Senna
Tra le ultime novità più significative legate al nome di Senna c’è il profondo legame che Kimi Antonelli ha dichiarato pubblicamente nei confronti del campione brasiliano. Il giovane pilota della Mercedes, classe 2006, è stato invitato a Imola dai fan di Ayrton Senna per partecipare a un evento in suo onore, e ha accettato senza esitazioni. A soli 19 anni, Antonelli ha parlato con grande emozione dell’importanza che il brasiliano ha avuto nella sua crescita: «È bello essere qui a celebrare una vera leggenda, poiché Ayrton è sempre stato un mito per me. Ho visto cosa faceva per la gente, per il Brasile; è stato una fonte di ispirazione. Curava ogni dettaglio per essere vincente».
Non è un caso che Antonelli corra con il numero 12, lo stesso di Ayrton Senna ai tempi della McLaren. Il bolognese sogna di seguirne le orme e conquistare il titolo mondiale, forte di una Mercedes che si è dimostrata la vettura più competitiva del momento. Nella stagione in corso ha già stabilito il record di pilota più giovane a partire in pole position, superando il primato di Sebastian Vettel del 2008, e ha vinto il GP della Cina diventando il secondo pilota più giovane nella storia a conquistare un Gran Premio. Un talento cristallino che, non a caso, viene accostato proprio alla figura di Senna.
La livrea “Senna Sempre” e gli omaggi in pista
Sul fronte delle ultime news legate al mondo delle quattro ruote, McLaren Special Operations ha presentato al MIMO 2025 la livrea “Senna Sempre”, una creazione da brividi che ha incantato tutti i presenti. La livrea rende omaggio ad Ayrton con grafiche che richiamano la sua determinazione, le sue radici brasiliane e il legame con la scuderia di Woking. I dettagli verdi e bianchi sul cofano e attorno al parabrezza si ispirano direttamente al casco iconico di Senna, mentre il modello porta sia il suo nome sia il celebre logo “Doppia S” accanto al badge McLaren. Un’opera d’arte su quattro ruote che dimostra quanto il legame tra Senna e la casa di Woking resti indissolubile, a oltre trent’anni dalla sua scomparsa.
Altrettanto emozionante è stato l’evento all’Historic Minardi Day di Imola, dove una replica della McLaren MP4/5B — il bolide con cui Senna disputò e vinse il Mondiale del 1990 — è tornata in pista. A pilotarla è stato Luciano Crespi, indossando casco e tuta originali di Ayrton. La vettura era stata costruita appositamente per la fortunata serie Netflix “Senna” ed era già stata protagonista di oltre cento giorni di riprese. Il rombo del motore a Imola ha fatto rivivere emozioni fortissime a tutti i presenti, riportando indietro di trentasei anni, a quando il Mondiale si decise tra Senna e Prost non senza polemiche.
Un’eredità immortale: dal ricordo alla leggenda
Il ricordo di Senna non vive soltanto negli eventi celebrativi, ma anche nelle parole di chi lo ha conosciuto da vicino. Gerhard Berger, suo compagno in McLaren per tre anni, ha recentemente riaperto il libro dei ricordi con parole cariche di affetto e ammirazione: «Lasciando la Ferrari cercavo una nuova sfida, ma avevo sottovalutato quanto fosse forte Ayrton. Qualche volta lo battevo in qualifica o in gara, ma in generale lui mi batteva quasi sempre. Il miglior pilota che avessi mai visto». Berger ha anche ricordato i momenti di leggerezza condivisi con il brasiliano — gli scherzi, le risate — come valvola di sfogo in un’epoca in cui la Formula 1 era molto più pericolosa di oggi. «La morte di Senna fa ancora male», ha ammesso l’austriaco. «Tutti sapevamo che poteva succedere. Ma nessuno pensava che sarebbe capitato ad Ayrton. Sembrava impossibile che morisse su un’auto da corsa».
Anche Jacques Villeneuve, campione del mondo 1997, ha contribuito al dibattito sul lascito di Senna inserendolo in una riflessione più ampia sulla grandezza dei piloti di ieri e di oggi: «Nell’era di Ayrton Senna e Alain Prost, ogni anno c’erano cinque piloti come Max Verstappen». Parole che fotografano bene quanto fosse straordinaria la densità di talento in quell’epoca d’oro della Formula 1, con Senna come stella più luminosa.
A testimoniare la portata universale del mito, basti pensare che Lewis Hamilton ha guidato la McLaren MP4/5B sul circuito di Interlagos in occasione del GP del Brasile, rendendo omaggio al suo grande idolo davanti al pubblico di casa. Un gesto simbolico potentissimo, che ha unito due generazioni di campioni sotto lo stesso segno: quello di un uomo che, con il casco in testa, ha cambiato per sempre la storia della Formula 1 e che, a trentadue anni dalla sua scomparsa, continua a essere un faro per chiunque sogni la grandezza.