Andrij Ševčenko
Aggiornato Ven 31 Lug 2026 alle 15:22Andriy Shevchenko continua a essere uno dei protagonisti più discussi nel panorama calcistico internazionale, non solo per il suo glorioso passato da calciatore ma anche per il ruolo sempre più centrale che ricopre come presidente della Federazione calcio ucraina. Le ultime notizie su Sheva lo ritraggono impegnato su più fronti: dalla gestione del calcio ucraino in tempo di guerra alle critiche rivolte ad alcuni dei più grandi campioni della Serie A.
Shevchenko e la guerra: il calcio come simbolo di speranza per l’Ucraina
Le dichiarazioni più recenti di Andrij Ševčenko riflettono la complessità del momento storico che il suo Paese sta attraversando. In una recente intervista al Giornale, il presidente della Federcalcio ucraina ha ribadito con forza il proprio impegno per la pace, ma senza rinunciare a una visione chiara: «C’è un intero Paese che sta lavorando per la pace. Tutti speriamo nella pace, purché sia una pace giusta». Parole che vanno ben oltre il semplice auspicio diplomatico e che testimoniano quanto Shevchenko senta il peso della responsabilità istituzionale che ricopre.
La sfida più grande, secondo l’ex Pallone d’Oro, è garantire che il calcio non si fermi nonostante il conflitto. «I bambini e le bambine devono poter continuare a sognare, grazie al calcio», ha sottolineato, citando come esempio concreto la partecipazione della Lokomotiv Kiev al Torneo Manlio Selis in Sardegna. Un viaggio che, per quei ragazzi, rappresenta molto più di una semplice competizione sportiva. Leggi le parole di Shevchenko sulla guerra e il futuro dell’Ucraina.
Non è la prima volta che Sheva si esprime con tale intensità sul conflitto. Già nel 2022, nei giorni immediatamente successivi all’invasione russa, aveva confessato di aver pensato seriamente di arruolarsi: «Ho pensato tante volte di andare a combattere, ma probabilmente non era la soluzione migliore». Aveva poi scelto di usare la propria visibilità e le proprie connessioni per raccogliere aiuti umanitari e sensibilizzare l’opinione pubblica internazionale, diventando di fatto un ambasciatore della causa ucraina nel mondo dello sport.
Le critiche a Leao e la visione sul calcio italiano
Sul fronte strettamente calcistico, le ultime novità che riguardano Ševčenko sono legate a dichiarazioni che hanno fatto molto discutere in Italia. In un’intervista rilasciata a La Stampa all’inizio del 2025, l’ex bomber del Milan non ha risparmiato critiche durissime a Rafael Leao, uno dei giocatori più talentuosi della rosa rossonera: «Se Leao vuole essere un giocatore importante e segnare la storia del Milan deve dare tanto di più. La qualità non si discute, ma non è un leader. Lo può diventare se si prende la responsabilità, ma il punto è: la vuole?».
Parole che suonano come un monito, pronunciate da chi quella maglia l’ha indossata con orgoglio e ne conosce il peso specifico. Shevchenko ha poi allargato il discorso a una riflessione più generale sul calcio di alto livello: «La passeggiata in partita non è accettabile, se giochi nel Milan la pressione esiste ogni volta che scendi in campo e dovresti desiderare solo quello che hai davanti. Al Milan, all’Inter, alla Juve, hai l’attenzione, il contesto migliore, lo stadio pieno che aspetta te. Cosa vuoi di più? È la bellezza assoluta». Le critiche di Shevchenko a Leao e la sua analisi sul Milan.
Nella stessa intervista, Sheva ha anche espresso un giudizio lusinghiero sull’Inter, definendola una squadra consapevole dei propri mezzi, con una rosa affiatata e un allenatore che ha avuto il tempo di imprimere la propria identità. Un riconoscimento che arriva da chi il calcio italiano lo ha vissuto dall’interno per anni e ne comprende le dinamiche meglio di chiunque altro.
Da calciatore a dirigente: il percorso di Shevchenko
Per comprendere appieno il peso delle parole di Shevchenko, è utile ricordare il percorso che lo ha portato a ricoprire il ruolo attuale. Eletto presidente della Federazione calcistica ucraina nel gennaio 2024 con 93 voti su 94 delegati — lui stesso si era astenuto — Sheva ha assunto la guida del calcio ucraino in uno dei momenti più difficili della storia del Paese. Prima di questo incarico, aveva guidato la nazionale ucraina come commissario tecnico dal 2016 al 2021, e aveva poi tentato l’avventura da allenatore di club sulla panchina del Genoa, esperienza durata pochi mesi tra il novembre 2021 e il gennaio 2022.
Come calciatore, la sua carriera parla da sola: cresciuto nella Dinamo Kiev, è esploso definitivamente al Milan a partire dal 1999, diventando uno dei simboli di un’era d’oro del club rossonero. Con i colori milanisti ha conquistato la Champions League, lo Scudetto, la Coppa Italia e la Supercoppa UEFA, oltre a due titoli di capocannoniere in Serie A. Nel 2004 ha vinto il Pallone d’Oro, consacrandosi come il miglior calciatore al mondo. La sua elezione a presidente della Federcalcio ucraina.
Oggi, a quasi cinquant’anni, Shevchenko dimostra di non aver perso nulla della determinazione che lo ha reso grande in campo. Le ultime notizie lo confermano come una figura capace di muoversi con autorevolezza tanto nel dibattito sportivo quanto in quello geopolitico, portando avanti con coerenza una missione che va ben oltre il semplice calcio.