Cinque anni senza Reinhold Roth: la storia dello sfortunato campione continua a commuovere

Articolo di Nicola Lama

Il pilota tedesco è scomparso cinque anni fa dopo una lunga battaglia: la sua storia è ancora oggi fonte d'ispirazione.

Il 15 ottobre è una data che gli appassionati di motociclismo ricordano con particolare tristezza. In questa data, nel 2021, si spegneva Reinhold Roth, uno dei talenti più apprezzati del Motomondiale, attivo tra la seconda metà degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta (fu due volte vicecampione del mondo nella classe 250), protagonista di una vicenda drammatica che ancor oggi viene ricordata con enorme commozione.

Il terribile evento si consumò il 17 giugno 1990 sul circuito di Rijeka, durante il Gran Premio di Jugoslavia. In una gara disputata sotto la pioggia, il tedesco si trovava nel gruppo di testa quando andò a tamponare la moto dell’australiano Darren Milner, che stava procedendo lentamente dopo aver deciso di ritirarsi. L’impatto fu devastante.

Roth colpì la Yamaha dell’avversario ad altissima velocità, venne sbalzato in aria e ricadde violentemente sull’asfalto. Le immagini fecero il giro del mondo e per lunghi minuti si temette il peggio. Il pilota riportò gravissime lesioni cerebrali e una frattura alla base del cranio, restando per diversi minuti senza adeguato apporto di ossigeno.

Contro ogni previsione riuscì a sopravvivere, ma il prezzo da pagare fu enorme. Dopo settimane di coma e una lunghissima battaglia tra ospedali e centri di riabilitazione, Roth riportò danni neurologici irreversibili che cambiarono per sempre la sua esistenza, diventando uno dei simboli più dolorosi dei rischi legati alle corse motociclistiche. Accanto a lui non mancò mai la moglie Elfriede, che affrontò anni difficilissimi senza abbandonare il marito, divenendo un esempio di forza e dedizione.

Il 15 ottobre 2021 la sua lunga battaglia si chiuse definitivamente. Nel quinto anniversario della sua scomparsa, il ricordo di Roth continua a vivere nel cuore degli appassionati e il suo nome resta associato non solo ai risultati ottenuti in pista, ma anche alla dignità con cui lui e la sua famiglia affrontarono una delle vicende più drammatiche nella storia del Motomondiale.

Insieme con la musica lo sport è sempre stato al centro dei suoi interessi. Gli piace leggere e scrivere ed è anche appassionato di cinema: il suo idolo è Quentin Tarantino e il suo film preferito è Pulp Fiction.

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