"Tornando alla mia recente vittoria a Montecarlo, beh la festa nel dopogara con il tuffo nelle acque del porto è stata molto bella, anche se non voglio sapere cosa ci fosse in quell'acqua".
Sono dedicate al Mondiale di calcio le prime parole di Kimi Antonelli alla vigilia del weekend del Gran Premio di Barcellona-Catalunya. Il pilota Mercedes, attuale leader del campionato, ha commentato l’assenza dell’Italia dalla competizione iridata, soffermandosi poi sui recenti festeggiamenti per il successo ottenuto a Montecarlo e sugli obiettivi per il fine settimana spagnolo.
“Purtroppo l’Italia non è presente ai Mondiali, quindi se mi chiedete un pronostico… a malincuore devo guardare altrove. Io sono un fan di Lionel Messi fin da quando giocava nel Barcellona. Credo che sarà una battaglia serrata, molte squadre possono vincere: Argentina, Spagna, anche Inghilterra e Germania credo, ma non so dirvi di più”, ha spiegato Antonelli, prima di tornare sulla vittoria conquistata nel Principato.
“Tornando alla mia recente vittoria a Montecarlo, beh la festa nel dopogara con il tuffo nelle acque del porto è stata molto bella, anche se non voglio sapere cosa ci fosse in quell’acqua! È stato bello dividere un momento così importante con il team. Mi è piaciuta molto anche la serata di gala, spero di poterci tornare! Montecarlo però è alle spalle: siamo a Barcellona e puntiamo a ripeterci, anche se sappiamo che sarà difficile”.
Guardando alla sfida catalana, Antonelli individua diversi rivali da tenere d’occhio, a partire dalle grandi protagoniste del campionato. “La Red Bull è in crescita e lo ha dimostrato a Monaco, la Ferrari qui porta un pacchetto di aggiornamenti e sarà sicuramente protagonista. E poi c’è la McLaren che con il caldo – lo abbiamo visto a Miami – può essere un cliente molto scomodo. Per quanto ci riguarda, qui potremo finalmente verificare la bontà del pacchetto che utilizziamo già dal Gran Premio del Canada. Montreal però era un tracciato unico nel suo genere e lo stesso si può dire di Montecarlo. Barcellona quindi è la prima pista classica sulla quale possiamo finalmente capire l’efficacia degli aggiornamenti”.
Infine, il giovane pilota italiano ha riflettuto sul percorso di crescita compiuto nel suo primo anno e mezzo in Formula 1, ricordando le difficoltà affrontate e i progressi maturati nel corso della sua esperienza nel Circus. “Un anno di esperienza alle spalle cambia tutto. Ora conosco meglio lo svolgimento del fine settimana di gara, l’evoluzione della pista, la gestione delle energie. Conosco meglio il team e il rapporto diventa più stretto. L’anno scorso ho dubitato molto di me stesso, specialmente nella parte centrale della stagione, quella dei Gran Premi in Europa. Oggi però mi rendo conto che le difficoltà di quel periodo mi hanno aiutato a crescere, sia come pilota sia come persona. Quest’anno non ho mai dubitato di me stesso ma devo ancora dare una risposta a tante domande, relative soprattutto al mio potenziale e ai miei margini di miglioramento”.