Emre Can, sfogo e marcia indietro

Il centrocampista tedesco prima attacca allenatore e società per l'esclusione dalla Champions, poi ritratta: il caso rientra.

Prima l’affondo, poi la marcia indietro. Il caso Emre Can alla Juventus sembra essere durato lo spazio di mezza giornata.

Il centrocampista tedesco, il grande escluso insieme a Mario Mandzukic dalla lista dei giocatori utilizzabili per la fase a gironi della Champions League, ha preso malissimo la decisione di Maurizio Sarri, al punto da attaccare duramente allenatore e società dal ritiro della Germania: "Sono scioccato e arrabbiato - ha detto il giocatore ai cronisti - La scorsa settimana il club mi aveva detto tutt'altro, poi ieri l'allenatore mi ha chiamato e in meno di un minuto mi ha detto che non sono in squadra. L'allenatore non è stato sincero con me. Se l'avessi saputo prima, non avrei più giocato nella Juventus. Ora trarrò le mie conclusioni e parlerò con la società e il mio agente".

L’ira ha però presto lasciato spazio a riflessioni meno tempestose, quelle che l’ex Liverpool ha postato sul proprio profilo twitter dopo qualche ora.

Parole di pace verso il club, anche se l’amarezza resta: “Sarò sempre grato alla Juventus e al modo in cui mi hanno supportato e sostenuto da quando faccio parte del club, in particolare durante il periodo della mia malattia”. 

“Per rispetto nei confronti della Juventus e dei miei compagni di squadra, il cui successo è sempre stata la mia prima priorità, non dirò altro e continuerò a combattere in campo".
 

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