In attesa di capire il destino del classe 2001, la società sta ragionando sui possibili sostituti: un nuovo nome si sta facendo largo.
Quella di domenica contro il Milan sarà, a meno di clamorosi ripensamenti, l’ultima partita di Elia Caprile fra i pali del Cagliari. Il portiere classe 2001, protagonista di una stagione solida e in costante crescita, è finito nel mirino di club importanti sia in Italia sia all’estero ed è notizia recentissima quella di un interesse nei suoi confronti da parte del PSG. Nel frattempo, nel capoluogo sardo, si studia una soluzione per sostituirlo, un compito non semplice per il direttore sportivo Guido Angelozzi.
I nomi circolati nelle scorse settimane, da Wladimiro Falcone a Christos Mandas passando per Dominik Livakovic e il giovane Diego Mascardi, restano sullo sfondo ma stanno progressivamente perdendo quota. Falcone, poi, è l’obiettivo più difficilmente raggiungibile: il Lecce lo cederebbe solo in caso di retrocessione, ma anche se questo scenario dovesse concretizzarsi la concorrenza sarebbe comunque forte, visto che il Torino ha chiesto informazioni e negli ultimi giorni si sta facendo largo l’ipotesi di un assalto da parte della Juventus.
In questo quadro in continuo movimento, nelle ultime ore sta prendendo quota un nuovo nome, quello di Lorenzo Montipò. Reduce da cinque anni all’Hellas Verona e, dopo la sfortunata stagione 2025-2026, comunque intenzionato a restare in Serie A, il portiere classe 1996 potrebbe vedere in Cagliari una destinazione ideale per dimenticare un’annata difficile. Il suo profilo piace a diversi addetti ai lavori per affidabilità e conoscenza del campionato, elementi che lo rendono una soluzione immediata e concreta.
Parallelamente, il club isolano sta ragionando anche su vice e terzo portiere. Uno tra Sherri e Radunovic, quest’ultimo al rientro dal prestito allo Spezia, è destinato a lasciare la Sardegna, mentre Giuseppe Ciocci, prodotto del settore giovanile, è considerato il candidato naturale per il ruolo di terzo portiere nella prossima stagione. Una scelta che conferma la volontà della società di mantenere un legame forte con la propria linea verde, pur intervenendo con decisione per garantire stabilità tra i pali.