La tripletta del talento belga scatena il rimpianto dei tifosi bianconeri, che tornano a discutere della sua cessione al Werder Brema per appena 10 milioni di euro.
Samuel Mbangula fa impazzire San Siro, trascina il Bologna alla vittoria contro il Milan e riapre una ferita in casa Juventus. La tripletta del talento belga scatena il rimpianto dei tifosi bianconeri, che tornano a discutere della sua cessione al Werder Brema per appena 10 milioni di euro. Una scelta che oggi rischia di pesare parecchio.
Ci sono serate che possono cambiare la carriera di un calciatore. E poi ci sono prestazioni che rischiano di trasformarsi in un incubo per chi ha deciso di lasciarlo partire. Quella di Samuel Mbangula a San Siro appartiene a entrambe le categorie.
L’esterno belga classe 2004 è stato il protagonista assoluto della clamorosa vittoria del Bologna sul campo del Milan. Tre gol, una prestazione devastante e un successo per 4-2 che porta la firma del giovane talento cresciuto nel settore giovanile della Juventus.
Una tripletta destinata a entrare nella storia. Prima di Mbangula, infatti, soltanto Gabriel Batistuta era riuscito a segnare tre reti contro il Milan a San Siro in una partita di Serie A, il 26 settembre 1998 con la maglia della Fiorentina. Un’impresa straordinaria che, inevitabilmente, riaccende il dibattito tra i sostenitori della Vecchia Signora.
La domanda che molti tifosi juventini si pongono è semplice: perché lasciarlo andare così presto?
Nell’estate del 2025, la Juventus aveva deciso di cedere Mbangula al Werder Brema per 10 milioni di euro, più altri 2 milioni di eventuali bonus. Un’operazione che all’epoca rispondeva anche alla necessità di fare cassa, ma che oggi assume contorni decisamente diversi.
Il belga, del resto, aveva già dimostrato di possedere qualità importanti durante la sua esperienza in prima squadra. Nella stagione 2024/25 aveva collezionato 32 presenze e realizzato 4 reti, conquistandosi spazio prima con Thiago Motta e successivamente con Igor Tudor.
Velocità, personalità, capacità di saltare l’uomo e un talento ancora tutto da sviluppare. Caratteristiche che avevano acceso le speranze dei tifosi bianconeri.
Eppure, la sua avventura a Torino si era conclusa dopo appena una stagione tra i grandi. La prestazione di San Siro rischia adesso di trasformare quella cessione in uno dei rimpianti più discussi degli ultimi anni. Perché vedere un prodotto del proprio vivaio segnare tre gol al Milan, indossando un’altra maglia, non può lasciare indifferente il popolo juventino.
Il tema non riguarda soltanto il valore economico dell’operazione, ma soprattutto la gestione dei giovani talenti. Mbangula rappresentava uno dei prospetti più interessanti emersi dal settore giovanile bianconero e avrebbe potuto continuare il proprio percorso di crescita a Torino.
Naturalmente, una tripletta non basta per stabilire se la Juventus abbia commesso un errore definitivo. Ma è altrettanto evidente che una prestazione del genere alimenti dubbi e interrogativi sulle scelte della società. E soprattutto sul prezzo della sua partenza. Dopo l’addio alla Juventus, Mbangula aveva scelto la Bundesliga per proseguire la propria crescita.
Con il Werder Brema aveva raccolto 28 presenze e realizzato 3 gol, vivendo un’esperienza utile per ritrovare continuità e fiducia. Lo stesso calciatore aveva raccontato come il trasferimento lontano da Torino lo avesse aiutato a liberarsi dalle pressioni accumulate durante la sua prima stagione in bianconero.
Alla Juventus, dopo un avvio sorprendente, le aspettative nei suoi confronti erano cresciute rapidamente, fino a trasformarsi nella paura di sbagliare. Poi è arrivata la chiamata del Bologna.
Giovanni Sartori ha intuito le potenzialità del giocatore e ha deciso di riportarlo in Serie A attraverso un prestito oneroso da 2 milioni di euro, con diritto di riscatto fissato a 12,5 milioni. Una scommessa che, dopo la notte di San Siro, appare sempre più interessante.
La tripletta al Milan non cancella le ragioni economiche e tecniche che avevano portato alla cessione del belga. Ma pone una questione che la Juventus non può ignorare: quanto spazio viene realmente concesso ai giovani cresciuti in casa?
Mbangula aveva già mostrato qualità importanti. Forse aveva bisogno di tempo, fiducia e continuità per completare il proprio percorso.
A Bologna, sotto la guida di Raffaele Palladino, sta cercando proprio questo. E mentre il club rossoblù si gode il suo nuovo protagonista, in casa Juventus resta un interrogativo difficile da allontanare.