Vlahovic non basta, Juve raggiunta nel derby e sesta in classifica

Articolo di Andrea Gussoni

La serie A si chiude con un 2-2 dei bianconeri che l'anno prossimo giocheranno l'Europa League

l derby della Mole termina 2-2 al termine di una serata surreale, iniziata con un’ora di ritardo a causa delle tensioni fuori dallo stadio: gli ultras bianconeri avevano minacciato di impedire lo svolgimento della gara dopo il ferimento di uno di loro negli scontri prepartita. Alla fine, però, a festeggiare sono soprattutto i granata, mentre la squadra di Spalletti, già consapevole durante il secondo tempo di essere fuori dalla prossima Champions League, lascia il campo tra rimpianti e delusione.

Il Torino parte aggressivo, trascinato dal proprio pubblico e da una strategia chiara: cercare spesso la profondità per sorprendere la difesa juventina, soprattutto sulla fascia destra dove Pedersen mette in difficoltà Cambiaso. La Juve risponde con marcature praticamente a uomo sui difensori granata e con McKennie nel consueto ruolo ibrido tra trequarti offensiva ed esterno di contenimento. I bianconeri appaiono inizialmente nervosi anche per il lungo ritardo del calcio d’inizio, commettendo diversi errori tecnici.

Con il passare dei minuti, però, la squadra di Spalletti cresce e trova sempre più spazi nella zona centrale del campo. Dopo alcune occasioni costruite da Boga e Vlahovic, arriva il vantaggio al 24’. L’azione nasce dall’asse Kalulu-Thuram: il francese percorre palla al piede oltre venti metri senza opposizione e serve Vlahovic in area. Il serbo manda fuori tempo Ismajli con una finta e conclude trovando anche la deviazione decisiva di Ebosse. Il Torino reagisce poco e l’unico vero pericolo per Perin arriva da un violento tiro al volo di Gineitis che sfiora il palo lontano.

Nella ripresa D’Aversa inserisce Casadei al posto di Gineitis e il Torino sembra ripartire meglio, ma la Juve colpisce ancora. In contropiede, rifinito da Conceiçao, è di nuovo Vlahovic a battere Paleari con un diagonale preciso. Per l’attaccante serbo sono quattro gol nelle ultime quattro partite, numeri che rafforzano la volontà di Spalletti di convincere la società a rinnovargli il contratto.

Sotto di due reti, però, il Toro non si arrende. Casadei riapre il derby sugli sviluppi di un corner, anticipando Cambiaso e battendo Perin. D’Aversa allora si gioca il tutto per tutto inserendo Njie e passando al tridente offensivo. La scelta viene premiata ancora una volta da un calcio d’angolo: Casadei costringe Perin alla respinta e Adams, nel cuore dell’area, trova il tap-in del definitivo 2-2. Il derby si chiude così tra l’esplosione di gioia granata e le profonde riflessioni in casa Juventus, fuori dalle prime quattro del campionato per la prima volta dopo quindici anni.

Giornalista dal 2008 e grande appassionato di tutti gli sport da sempre, segue con particolare interesse basket e volley che ha anche praticato a livello dilettantistico fino ai tempi dell’università. Ama viaggiare, sia per lavoro che con la mia famiglia, e non sa resistere alle tentazioni in cucina.

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