L'attaccante polacco in una intervista ai media del suo Paese ha spiegato come ha vissuto l'ultimo periodo funestato dagli infortuni
Due partite in due anni: Arek Milik in una intervista a Kanal Sportowy ha raccontato il dramma degli infortuni che lo hanno bloccato nelle ultime stagioni alla Juventus. L’attaccante polacco ha rivelato di aver avuto bisogno di un sostegno psicologico: “Ho riflettuto a lungo se affidarmi a uno psicologo. Mi dicevo: “Arek ma pensi davvero di non riuscire ad affrontare il tutto da solo?!” Eppure mi sono dovuto ricredere, non ce la facevo”.
“Ho avuto un grosso problema a inizio 2025, non sono stati momenti piacevoli ma non credo fosse depressione. Avevo toccato il fondo. Un tempo il calcio era la mia via di fuga, e all’improvviso mi capitava di andare in palestra, allenarmi e scoppiare a piangere. Era la prima volta che mi succedeva una cosa del genere. Mi è capitato più volte di dover interrompere l’allenamento e andare a sfogarmi in bagno a piangere”.
“Una cosa l’ho imparata: i soldi non fanno la felicità. Avevo guadagnato tanto, ma ero infelice”. Secondo alcuni rumors, Milik potrebbe decidere di chiudere la sua carriera al Gornik Zabrze, dove ha mosso i primi passi da calciatore. “Provo simpatia per il club, sono contento che abbiano vinto la coppa nazionale. Se mi trasferirò lì? Credo sia troppo presto per parlarne”.
Il suo calvario era iniziato nel giugno del 2024, quando un grave infortunio al ginocchio rimediato durante una convocazione con la nazionale polacca gli aveva fatto saltare Euro 2024. Dopo una prima operazione, il centravanti era tornato nuovamente sotto i ferri, con ulteriori complicazioni durante la riabilitazione – tra cui un banale incidente in palestra – che avevano fatto temere il peggio sulla sua carriera. A dicembre 2025 il ritorno in campo, poi alcuni infortuni muscolari non gli hanno permesso di aiutare i compagni nei primi mesi del 2026.