Il lavoro di Spalletti non riguarda soltanto la fase offensiva
Secondo Tuttosport, Luciano Spalletti avrebbe voluto avere più tempo per inserire gradualmente Kerim Alajbegovic. Prima di tutto per conoscerlo meglio, studiarne le caratteristiche, capire come possa essere utile alla Juventus e soprattutto come riuscire a valorizzare fino in fondo un talento che il tecnico considera indiscutibile.
Spalletti però è convinto che Alajbegovic abbia un talento cristallino e qualità decisamente sopra la media. È normale, considerando l’età e l’esperienza ancora limitata ai massimi livelli: alle spalle ha una sola stagione di alto profilo, quella disputata con il Salisburgo lo scorso anno, oltre a un Mondiale con la Bosnia vissuto da protagonista. Un percorso importante, ma ancora insufficiente per definire con certezza i margini della sua crescita.
Spalletti, intanto, sta già ragionando su come trasformarlo anche in un possibile numero dieci. Alajbegovic conosce bene la posizione di esterno sinistro e continuerà a essere utilizzato soprattutto lì, anche perché l’assenza di Boga, atteso al rientro a novembre, e quella di Yildiz, che dovrebbe tornare a disposizione all’inizio di dicembre, accelereranno inevitabilmente il suo inserimento.
Il lavoro di Spalletti non riguarda soltanto la fase offensiva. Alajbegovic deve imparare a lavorare senza palla e a leggere meglio i diversi momenti della partita, soprattutto all’interno di una Juventus ancora alla ricerca del proprio equilibrio tattico.
Negli ultimi due mesi in bianconero il bosniaco è già cresciuto parecchio e la minore concorrenza di questo periodo può aiutarlo ulteriormente. Avere più spazio significa anche poter giocare con maggiore disinvoltura, provare la giocata e assumersi dei rischi senza la paura di essere giudicato immediatamente per ogni errore.
La Juventus, del resto, ha un progetto molto chiaro su di lui. Alajbegovic è stato acquistato dal Bayer Leverkusen per 30 milioni di euro più 5 di bonus perché Damien Comolli e il club hanno intravisto nel suo talento colpi da fuoriclasse. Lampi di genio ancora da disciplinare e da mettere al servizio delle esigenze di una squadra che ha l’obbligo di puntare alla vittoria.