Subito caos in Juventus-Cremonese tra rigori e cartellini rossi

Articolo di Aldo Seghedoni

I bianconeri segnano tre gol in poco più di mezzora ma i grigiorossi non ci stanno.

Prima mezzora caotica in Juventus-Cremonese, la seconda gara di lunedì sera per la serie A dopo quella giocata al Ferraris tra il Genoa e il Cagliari e vinta per 3-0 dai padroni di casa. E sul 3-0, dopo poco più di mezzora, si è portata anche la Vecchia Signora, protagonista di un uno-due quasi immediato firmato da Gleison Bremer e dal redivivo Jonathan David, di nuovo a segno dopo Reggio Emilia con il Sassuolo.

Il caos, però, non è mancato prima del terzo gol della Vecchia Signora, realizzato da Kenan Yildiz che ha battuto Audero, bravo nel deviare sul palo il calcio di rigore del turco ma poi costretto ad alzare bandiera bianca. Anche alla squadra grigiorossa era stato infatti assegnato un penalty, per un fallo di Locatelli, ma l’arbitro, richiamato dal Var, ha cambiato idea facendo infuriare il tecnico ospite, Davide Nicola, espulso per proteste: dal possibile 2-1 si è quindi passati al 3-0 per i piemontesi, risultato con il quale si è andati al riposo.

Il Genoa ha battuto il Cagliari per 3-0 nel primo Monday Night della ventesima giornata di Serie A. I padroni di casa sono andati in vantaggio dopo soli 7’: Malinovskyi serve in verticale Colombo, che sul filo del fuorigioco semina Rodriguez e con il sinistro batte Caprile andando di nuovo in gol dopo la rete del ‘Meazza’ con il Milan.

Il raddoppio al 75’: Thorsby dà a Ellertsson, cross al centro, Luperto rinvia dove c’è Frendrup che da fuori area segna con una deviazione di Prati che beffa Caprile. Tre minuti dopo il tris: punizione di Martin e colpo di testa vincente di Ostigard, non nuovo a prodezze di questo genere. Il Genoa torna al successo dopo due pareggi e tre sconfitte e aggancia proprio il Cagliari allontanandosi momentaneamente dalla zona retrocessione, distante ora 5 punti.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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