Francesco Totti in lacrime: “Pagherei oro per averlo di nuovo vicino”

Articolo di Andrea Gussoni

"Era il fulcro di tutto. Ho avuto la fortuna di crescere con lui, mi ha insegnato tanto: l'educazione, il rispetto, il sapersi comportare con le persone più grandi"

Francesco Totti si racconta senza filtri e mostra il lato più fragile di sé durante la presentazione di “Oltre”, la sua nuova autobiografia, scritta insieme ad Alessandro Alciato e presentata al Teatro Brancaccio di Roma davanti a oltre 1.500 persone. Dalla fine della carriera alla scomparsa del padre Enzo, passando per il rapporto con i figli e l’amarezza per il mancato ritorno nella società giallorossa, l’ex capitano ripercorre alcuni dei momenti più difficili della sua vita.

Uno dei passaggi più toccanti riguarda il 28 maggio 2017, il giorno dell’ultima partita di Totti con la maglia della Roma. Un addio che, nonostante fosse inevitabile, non è mai stato davvero accettato dall’ex numero 10, convinto di non aver potuto scegliere liberamente come concludere la propria carriera: “Sono morto, sotto un certo punto di vista. È stato un momento forzato, un addio forzato. Che non volevo e non sentivo. Sapevo che prima o poi ci dovesse essere, perché tutto ha un inizio e una fine. Ma per me è stato doloroso in questo caso, diverso da come l’avevo pensato io. Non riuscivo a capacitarmi di cosa stesse succedendo, mi sono sentito perso”.

Il momento più commovente della serata arriva quando Totti ricorda il padre Enzo, scomparso nell’ottobre 2020 durante la pandemia. Un uomo fondamentale nella sua crescita, non soltanto sportiva, ma soprattutto personale: “Era il fulcro di tutto. Ho avuto la fortuna di crescere con lui, mi ha insegnato tanto: l’educazione, il rispetto, il sapersi comportare con le persone più grandi. È un’altra persona che sento qui, vicino. Mi ha trasmesso valori e cose positive. Non ti faceva mancare niente, ti amava e non te lo diceva. Per questo era amato”.

Poi il ricordo si fa ancora più doloroso. “Quando è andato via mi sono sentito perso, è come il 28 maggio. Sono quelle cose che solo io so quanto ho sofferto e quanto soffro, sono momenti difficili da spiegare. Ogni figlio decanta il papà o la mamma, ma per me lui era lo sceriffo numero uno. Era un buono, un bello. Pagherei oro per avercelo vicino e dirgli gli voglio bene”. Parole che interrompono il racconto: Totti si commuove e non riesce a trattenere le lacrime, condividendo con il pubblico uno dei dolori più grandi della sua vita.

Giornalista dal 2008 e grande appassionato di tutti gli sport da sempre, segue con particolare interesse basket e volley che ha anche praticato a livello dilettantistico fino ai tempi dell’università. Ama viaggiare, sia per lavoro che con la mia famiglia, e non sa resistere alle tentazioni in cucina.

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