L'Europa si allontana sempre di più per l'Atalanta, fermata in casa da un Genoa che al contrario festeggia la permanenza in Serie A.
Atalanta ancora spuntata e sempre più lontana dal sesto posto, mentre il Genoa porta a casa il pareggio che gli serviva e si salva. A Bergamo finisce 0-0 un’altra partita senza reti per questa edizione della Serie A, nonostante gli sforzi dei nerazzurri nella ripresa e la traversa centrata da Giacomo Raspadori. Orobici già a -7 dalla Roma sesta, ma che ancora deve affrontare la Fiorentina all’Olimpico e che attualmente occupa l’ultimo posto che dà la certezza di partecipare alle coppe nella prossima stagione. Grifone, come detto, aritmeticamente salvo.
Raffaele Palladino prova a sparigliare qualche carta dal punto di vista tattico dopo le ultime, deludenti prestazioni della sua Atalanta. Così ecco il tandem offensivo Scamacca-Krstovic, entrambi titolari l’uno di fianco all’altro con De Ketelaere trequartista e Zalewski riproposto nella sua originaria posizione di laterale mancino di centrocampo. Il cambio di modulo non produce però grossi scossoni, se si esclude una conclusione senza troppe pretese di Krstovic dopo 8 minuti che non spaventa Bijlow. Anzi: in apertura e chiusura di primo tempo è il Genoa a rendersi pericoloso con Vitinha prima e Ekhator poi. Nel mezzo ci prova De Ketelaere a tu per tu con il portiere del Grifone, che ha la meglio.
La nuova impostazione tattica non premia l’Atalanta, così Palladino prima ancora dell’ora di gioco richiama Scamacca e getta nella mischia Raspadori tornando al più tradizionale schema di gioco. Subito De Ketelaere, impreciso, e proprio Raspadori dopo una conclusione di Ederson respinta da Bijlow, tentano invano la via del gol. Il Genoa si limita a chiudere ogni spazio possibile alla Dea, che comunque ci prova ancora con Krstovic e Zalewski. Il più pericoloso di tutti è però ancora una volta Raspadori, che a poco più di dieci minuti dal 90′ centra la traversa con una bordata dal limite. Vano anche il destro a giro, anch’esso dalla distanza, di Ederson a tempo scaduto.
Un risultato che pesa come un macigno per i nerazzurri, reduci da un periodo nero: nelle ultime quattro partite l’Atalanta ha raccolto appena due punti, frutto dei pareggi contro Cagliari e ora Genoa, inframmezzati dalle sconfitte contro Roma e Juventus. Proprio contro il Cagliari, nell’ultima giornata disputata in trasferta, i bergamaschi avevano subito la beffa di una doppietta del giovanissimo Paul Mendy, classe 2007, capace di timbrare due volte in dieci minuti e di rovinare i piani di Palladino in una serata da dimenticare.
Sul fronte opposto, il Genoa di Daniele De Rossi può festeggiare una salvezza conquistata con pieno merito. I rossoblù avevano già dimostrato solidità nelle ultime uscite, pur soffrendo la sconfitta casalinga per 2-0 contro il Como nella giornata precedente, quando le reti di Douvikas e Diao avevano condannato il Grifone al ko al Ferraris. Nella serata di Bergamo, però, la squadra ligure ha saputo soffrire con ordine e intelligenza tattica, concedendo pochissimo agli avversari e portando a casa il punto che serviva per blindare matematicamente la permanenza in Serie A con tre turni d’anticipo.
In casa Genoa, da segnalare le assenze pesanti con cui De Rossi ha dovuto fare i conti: Norton-Cuffy non era stato inserito tra i convocati per la trasferta bergamasca, mentre Baldanzi ha saltato la gara per un problema fisico. Nonostante le defezioni, il tecnico romano ha potuto contare su una squadra compatta, con Bijlow protagonista assoluto tra i pali e la coppia Ostigard-Vasquez a guidare con autorità la linea difensiva.
Per l’Atalanta, invece, il calendario non lascia molto spazio alle riflessioni: le ultime giornate di campionato diventano ora un vero e proprio dentro o fuori per agguantare un posto nelle coppe europee. La strada appare in salita, con la Roma sesta che ha ancora il destino nelle proprie mani e un distacco che rischia di diventare incolmabile. Palladino dovrà trovare in fretta le contromisure giuste per sbloccare un attacco che stenta a trovare la via del gol da troppo tempo.