Originario di Pomigliano d'Arco, Ventrone aveva costruito il proprio percorso professionale nelle Fiamme Gialle
Antonio Ventrone, maresciallo della Guardia di Finanza, è morto a soli 28 anni dopo aver affrontato una malattia che, in poco tempo, lo ha strappato all’affetto dei suoi cari. La sua scomparsa ha colpito profondamente la comunità di Pomigliano d’Arco, dove era nato, e quella dell’Aquila, città in cui prestava servizio.
Originario di Pomigliano d’Arco, Ventrone aveva costruito il proprio percorso professionale nelle Fiamme Gialle, distinguendosi per serietà, impegno e professionalità. Il legame con il mondo militare era forte anche nella sua famiglia: il padre, Nello, è Primo Luogotenente del 72° Stormo dell’Aeronautica Militare, dove rappresenta da oltre trent’anni un punto di riferimento per il reparto.
Accanto alla divisa coltivava la passione per il calcio. Nella stagione 2024/2025 aveva difeso la porta del Valle Pretara Calcio, lasciando un ricordo che va oltre il campo. La società aquilana lo ha salutato con un messaggio di grande affetto, ricordandolo come un ragazzo capace di distinguersi «per la sua classe dentro e fuori dal campo», esprimendo vicinanza alla famiglia e ai colleghi della Guardia di Finanza.
Anche l’Unione Sindacale Italiana Finanzieri (USIF) ha espresso il proprio cordoglio, definendo Ventrone «un giovane servitore dello Stato» e sottolineando come la sua scomparsa lasci un vuoto profondo tra colleghi, amici e familiari. I funerali si sono svolti oggi, 3 novembre, nella chiesa di Maria Santissima del Suffragio a Pomigliano d’Arco, dove familiari, amici, colleghi e conoscenti si sono riuniti per rendergli l’ultimo omaggio.