Montella ci crede: "In Europa attraverso il gioco"

3 Settembre 2016

La missione è difficile, ma attraverso il gioco si può arrivare alla meta, contrastando chi ha potuto disporre di risorse ben diverse dal mercato. Vincenzo Montella è pronto per una stagione da vivere in trincea: l’obiettivo minimo è di riportare il Milan in Europa e l’Aeroplanino si dice ottimista nonostante le luci e ombre delle prime due giornate, come espresso in una lunga intervista concessa a Premium Sport, . 

"Sono molto soddisfatto di come stanno andando le cose, ci sono punti che dobbiamo migliorare ma stiamo ponendo delle basi importanti – ha detto tecnico rossonero - Al Milan le ambizioni sono diverse rispetto ai club in cui sono stato, ma questo mi dà una motivazione speciale”.

A gennaio si potranno investire gli 85 milioni della seconda parte della caparra dei nuovi proprietari cinesi, ma per farlo bisognerà essere in una buona posizione di classifica.

Montella dribbla le domande sul mercato, dopo il polverone sollevato dalla battuta sul bonifico “sbagliato” dopo Napoli, e prova a caricare la squadra attraverso le critiche arrivate dalla stampa per le mosse della società:

“Vorrei stampare le pagine dei giornali con le pagelle del mercato per farle vedere ai giocatori: credo che questo gruppo valga molto di più di quello che la stampa pensi e sono convinto che tutti insieme daremo un’identità a questo Milan. Il mio voto al mercato va contestualizzato: in questa fase di transizione è stato molto complicato lavorare per Galliani, nonostante la sua enorme esperienza, perché il budget a disposizione era quello che era. Sono stato contento perché ho visto sforzi da parte della società e alla fine qualche regalino mi è stato fatto: per questo ringrazio Berlusconi e Galliani”. 

Una parola anche sull’ultimo arrivato, Mati Fernandez. Il cileno ha stracciato l’accordo già raggiunto con il Cagliari. Galeotto la telefonata del vecchio maestro alla Fiorentina, che però ricostruisce la vicenda: “Se l’ho convinto da una mia chiamata? Con Mati c’è un rapporto splendido da tempo, c’è stima reciproca e non mi va di smentire la telefonata. Forse è più giusto dire la realtà delle cose: probabile che mi abbia chiamato lui, per un consiglio e per capire se ci fosse una possibilitàl perché lui aveva un desiderio di venire al Milan che l’ha dimostrato. Diciamo che ci ha convinto lui…”

A proposito di Berlusconi, Vincenzo sarà l’ultimo allenatore della vecchia gestione e il primo della nuova era, ma può vantarsi di essere stato scelto dal presidentissimo: “E’ veramente appassionato, è dentro la realtà del Milan, ci trasmette entusiasmo e voglia di vincere attraverso le parole – ha rivelato Montella à Mi ha chiamato molte volte, l’ultima volta prima della gara col Napoli. Mi ha dato dei consigli molto preziosi, a me piace ascoltare e lui è sempre molto partecipe”.

Berlusconi che non può che rievocare nella mente di Montella i ricordi dei trionfi di fine anni ’80, quelli che fecero scattare nel piccolo Vincenzo la fede rossonera: ”La partita del Milan di Sacchi contro lo Steaua del 1989 (la finale della prima Coppa Campioni dell’era Berlusconi, ndr) me la ricordo perfettamente, è in quel momento che innamorai di questo Milan. Quando ero bambino giocava Maradona a Napoli, sono andato a vedere qualche partita al San Paolo, ma il mio idolo era Van Basten, studiavo tutti i suoi movimenti. Anche se l’occhio mi cadeva anche su Virdis”.

Tra le note positive dei primi due mesi di lavoro, la fiducia dei tifosi: “Bisogna migliorare quanto fatto nel recente passato e lo si può fare attraverso il sacrificio. La nostra aspirazione non può che essere tornare in Europa, quantomeno attraverso l'Europa League, ma non sarà facile perché le rivali come Juventus, Napoli, Roma e Inter hanno investito e si sono rinforzate molto. Noi dovremmo fare la corsa solo sui noi stessi, puntando a crescere attraverso il nostro modello di gioco. Sentiamo la fiducia dei nostri tifosi, che anche dopo la sconfitta di Napoli hanno apprezzato la nostra volontà di proporre qualcosa di nuovo".

Tra le cose da migliorare, la fase difensiva e il… controllo dei nervi: “A Napoli abbiamo fatto delle ottime cose, dobbiamo migliorarne delle altre, soprattutto per quanto riguarda i gol subiti, ma sono soddisfatto della voglia di lavorare di tutti. Il nervosismo? Le espulsioni vanno contestualizzate, Paletta era una situazione di gioco, Niang è stato ingenuo. Quella di Kucka invece è stata dettata dal nervosismo, ma dopo la gara era molto dispiaciuto e consapevole di aver sbagliato".

Montella si è infine soffermato su due singoli, protagonisti con modalità diverse dei primi 180’, Carlos Bacca, super contro il Toro e in ombra al San Paolo, e Gigio Donnarumma, sugli scudi contro Toro e Napoli e fresco debuttante-record in Nazionale: “Bacca è un calciatore di caratura internazionale che va stimolato e sfruttato per le sue caratteristiche. Contro il Napoli si è visto meno anche perché contro la difesa azzurra è difficile apparire, ma lui ha comunque fatto un lavoro straordinario, aiutando la squadra. Donnarumma è impressionante per la tranquillità con cui vive questa notorietà e questa responsabilità: non è semplice essere il portiere del Milan e, adesso, anche della Nazionale, si può rischiare anche di compiere qualche passo falso nella gestione della quotidianità. Ma lui in questo ha una serenità veramente devastante, un entusiasmo e una voglia di lavorare incredibile e un grado d’apprendimento altissimo”.

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