Jeda durissimo con Banda: “Lecce merita rispetto. Sempre”

Articolo di Flavio Brambilla

Jeda, che ha portato la maglia del Lecce nelle stagioni 2010-2011 e 2012-13 dice la sua su quanto sta capitando tra il club salentino e Banda.

Jeda, che ha portato la maglia del Lecce nelle stagioni 2010-2011 e 2012-13 dice la sua su quanto sta capitando tra il club salentino e Banda. “La vicenda mi dispiace – scrive il bomber -. E, sinceramente, mi fa anche arrabbiare. Non conosco ogni dettaglio e non voglio fare il giudice. Ma una cosa la so: quando parti da lontano e il calcio ti porta a giocare in Serie A, in una città come Lecce, devi ricordarti ogni giorno da dove sei partito”.

“Io a Lecce sono arrivato con tanti sogni e una fame enorme. Quella città mi ha accolto, mi ha dato fiducia e mi ha permesso di vivere qualcosa che sembrava impossibile. Non mi sono mai sentito più grande di quella maglia. Mi sono sempre sentito fortunato a poterla indossare” aggiunge.

“Puoi voler cambiare squadra. Puoi avere dei problemi. Puoi scegliere un’altra strada. Ma devi metterci la faccia. Perché il rispetto per il club, per i compagni e soprattutto per i tifosi viene prima di tutto. Lecce non ti chiede di essere perfetto. Ti chiede di dare tutto e di rispettare quello che rappresenti. Io sarò sempre grato a quella città e a quella gente. Per questo questa storia mi fa male. Lecce merita rispetto. Sempre” conclude il classe 1979.

La vicenda a cui si riferisce Jeda ha tenuto col fiato sospeso il club salentino per settimane. Lameck Banda non si era presentato al ritiro pre-campionato, atteso a Lecce il 21 luglio, facendo perdere completamente le sue tracce. Per oltre due settimane nessuno era riuscito a contattarlo, né i dirigenti del club né i suoi stessi agenti. A rompere il silenzio era stato il direttore sportivo Stefano Trinchera, che aveva parlato pubblicamente della situazione al Corriere del Mezzogiorno: “Ormai da due settimane non abbiamo più notizie di Banda, così come non ne hanno i suoi agenti. Inizio a pensare che dietro questa vicenda non ci sia una strategia per ottenere dal Lecce chissà cosa, piuttosto che esista qualche problematica personale. Purtroppo, abbiamo iniziato a pensare anche noi in questa direzione, perché quello che sta succedendo è qualcosa di molto anomalo”. Anche il presidente Saverio Sticchi Damiani aveva espresso la sua apprensione: “Il giocatore ha fatto perdere le sue tracce. Non so la finalità di questo atteggiamento e spero non ci siano per lui cose più gravi di cui non abbiamo conoscenza”.

Banda è stato poi rintracciato, ed è apparso anche sui social mentre si allenava da solo. Ha fatto sapere di stare bene, ma di non avere intenzione di tornare a Lecce. Inizialmente si era ipotizzato che lo zambiano stesse forzando un trasferimento, visto il forte interesse dell’Al-Fateh, club saudita che aveva messo sul piatto un contratto ricchissimo. Il Lecce si era però opposto alla cessione. L’ipotesi è stata tuttavia scartata: la formazione saudita ha successivamente fatto offerte per altri calciatori nel suo ruolo e anche i procuratori dello stesso Banda non riuscivano a contattarlo, rendendo poco credibile la tesi di una strategia concordata.

 

Laureato in Lettere Moderne, ama redigere articoli di tutti gli sport con grande attenzione alle statistiche. In particolare, è appassionato di basket e di ciclismo, una passione trasmessa dal nonno che era stato gregario di Gino Bartali.

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