Il West Ham piange il leggendario Billy Bonds

Articolo di Aldo Seghedoni

Ha giocato 799 partite con gli Hammers e li ha guidati ai titoli della FA Cup nel 1975 e nel 1980.

Billy Bonds, vera e propria leggenda del West Ham, primatista di presenze nel club e capitano nelle due vittorie in FA Cup, è morto. Bonds, che aveva compiuto 79 anni lo scorso 17 settembre, ha giocato 799 partite con gli Hammers e li ha guidati ai titoli della FA Cup nel 1975 e nel 1980. Ha trascorso 21 anni da giocatore nel club, dal 1967 al 1988, e ha anche allenato la squadra dal 1990 al 1994.

“Siamo devastati nell’annunciare che oggi abbiamo perso il nostro amato papà – ha dichiarato la famiglia -. Era un uomo dedicato alla sua famiglia, la persona più gentile, leale, altruista e affettuosa. Papà amava il West Ham United e i suoi splendidi tifosi con tutto il cuore e ha custodito ogni momento vissuto al club. Resterà sempre nei nostri cuori e ci mancherà per sempre. Ci consola sapere che la sua eredità vivrà per sempre”.

Bonds arrivò al West Ham dal Charlton Athletic per 47.000 sterline nel maggio 1967 e, oltre ai successi in FA Cup, vinse anche il titolo della vecchia Second Division con il club. La sua ultima partita risale all’aprile 1988, a 41 anni. Nello stesso anno ricevette l’MBE per i servizi resi al calcio, prima di diventare allenatore degli Hammers nel 1990. Da tecnico ottenne due promozioni nella massima divisione inglese e lasciò il sodalizio londinese nel 1994.

Nel 2013 gli fu assegnato il primo premio alla carriera della storia del club e, cinque anni dopo, i tifosi degli Hammers lo votarono come il più grande giocatore di sempre. Nel 2019 una tribuna del London Stadium venne intitolata a Bonds, che così si unì ad altre icone del club come Bobby Moore e Trevor Brooking.

 

 

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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