Immediato il cordoglio per una perdita "tanto ingiusta quanto incomprensibile", come definita dall'Unione calciatori marocchina.
La crisi migratoria di Ceuta continua a inghiottire vite. Tra gli oltre ottanta migranti annegati negli ultimi giorni nel tentativo di raggiungere l’enclave spagnola dal territorio del Marocco, c’è anche una storia che ha spezzato il cuore degli appassionati di calcio: quella di Faten Ben Amar El Aziz, calciatrice del Maghreb Atletico Tetuan di appena 20 anni.
La giovane giocatrice è morta mentre cercava di attraversare il confine marittimo. “Non cercava fama o avventura ma una vita migliore e un futuro dall’altra parte del confine. Un sogno infranto prima ancora di iniziare” ha scritto il club per cui la ventenne giocava a calcio, la sua più grande passione.
Anche l’Unione Marocchina dei Calciatori Professionisti (UMFP) ha diffuso un comunicato carico di dolore. “Il presidente Mustapha El Hadaoui e tutti i membri dell’organizzazione esprimono sincere condoglianze e profonda compassione nei confronti della famiglia, degli amici, delle compagne di squadra e di tutto il movimento calcistico del Paese. Preghiamo affinché la sua famiglia trovi conforto in un momento segnato da una perdita tanto ingiusta quanto incomprensibile”.
La morte di Faten Ben Amar El Aziz non è solo una tragedia personale: è il simbolo di un dramma collettivo che continua a consumarsi sulle coste del Nord Africa. Giovani, donne, sportivi, studenti: vite che inseguono un futuro migliore e che troppo spesso si infrangono contro una frontiera che non perdona.