Nicola Brienza non si nasconde: può essere esonerato, ci sono due candidature forti

Articolo di Aldo Seghedoni

"I risultati sono quelli che contano nello sport e ci danno totalmente contro" ammette amareggiato

“I risultati sono quelli che contano nello sport e ci danno totalmente contro. È l’ennesima sconfitta”: per Nicola Brienza, il coach che ha riportato la Pallacanestro Cantù nella massima serie, potrebbe essere l’ultima da quanto è tornato al timone della squadra biancoblu. Con il ko di Trieste si chiude un girone d’andata con tre sole vittorie (tutte casalinghe, con Cremona, Reggio Emilia e Udine, con i bianconeri del fischiatissimo ex Da Ros piegati solo al supplementare) e ben dodici rovesci. Due i nomi forti in caso di un avvicendamento che sembra probabile: sono quelli di Walter De Raffaele e di Max Menetti.

“I miei ragazzi hanno provato a fare una partita solida – ha aggiunto Brienza -. Abbiamo tenuto nel secondo quarto, facendo alcuni aggiustamenti dopo un primo quarto in cui avevamo subito troppo a rimbalzo e siamo rientrati. Poi è la seconda volta che abbiamo la palla in mano per provare a vincerla: oggi con un buon tiro di Bortolani, ma non abbiamo segnato. Quando ti trovi a commentare delle sconfitte è difficile cercare le cose positive. Oggi ha vinto Treviso, per cui non lo è nemmeno la classifica”.

E ancora… “L’unica cosa che possiamo fare è continuare a lavorare e provare a migliorare. Oggi, rispetto ad altre prestazioni in trasferta, siamo stati più solidi in difesa e questo ci ha permesso di arrivare a giocarci la partita negli ultimi possessi. Dobbiamo provare a girare questa serie di risultati che ci sta condizionando. Lasciare Ajayi in panchina è stata una scelta tecnica, dovuta agli accoppiamenti difensivi con i loro giocatori”.

Tra lunedì e martedì se ne saprà di più: la riflessione è iniziata già nel viaggio di ritorno dalla terra giuliana.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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