L'avvocato californiano avrebbe ceduto le proprie quote a un fondo statunitense che, insieme agli attuali soci, controllerebbe ora il 99% della società triestina.
Paul Matiasic ha rassegnato le dimissioni dalla carica di presidente della Pallacanestro Trieste. A riportarlo è la Tgr Rai del Friuli Venezia Giulia, secondo cui il club biancorosso resterà comunque nelle mani del gruppo Cotogna, dal quale Matiasic, socio di maggioranza, avrebbe nel frattempo fatto un passo indietro.
L’avvocato californiano avrebbe infatti ceduto le proprie quote a un fondo statunitense che, insieme agli attuali soci, controllerebbe ora il 99% della società triestina.
La mossa di Matiasic si inserisce in un quadro più ampio che nelle ultime settimane ha tenuto con il fiato sospeso l’intera pallacanestro italiana. L’avvocato californiano aveva infatti mantenuto aperta l’opzione di un trasferimento del titolo sportivo di Trieste a Roma, nell’ambito di un progetto del Cotogna Sports Group per sbarcare nella Capitale. Parallelamente, secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, il gruppo stava valutando di utilizzare il titolo sportivo della Germani Brescia per lo stesso scopo, con la richiesta formale di trasferimento del club lombardo a Roma che sarebbe dovuta essere depositata nelle scorse ore. La normativa, tuttavia, non consente a un singolo proprietario di controllare due società nello stesso campionato: proprio per questo aveva preso quota l’ipotesi di una cessione di Trieste a Richard De Meo, ex proprietario del club e attualmente socio dello stesso Matiasic.
La vicenda aveva già attirato l’attenzione delle istituzioni regionali. Il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga aveva espresso la volontà di fare chiarezza sulla situazione, dichiarando: “Vogliamo avere un quadro chiaro e capire cosa succederà. Penso si possa trovare una via d’uscita che riesca a mettere assieme tutte le esigenze”. Una presa di posizione che aveva fatto da eco alla mobilitazione popolare dei tifosi biancorossi, scesi in campo con manifesti in diversi quartieri della città e una petizione online che aveva raccolto migliaia di firme, con lo slogan “Tutto questo non può finire” diventato il simbolo della resistenza della piazza giuliana.
Nel frattempo, la Pallacanestro Trieste sarebbe pronta a completare nelle prossime ore la domanda di iscrizione al prossimo campionato di Serie A, nonostante resti aperta la questione legata al Palasport, al centro delle recenti tensioni con il Comune di Trieste.
Sul fronte dell’impianto sportivo, il club aveva già dovuto affrontare un passaggio delicato nelle scorse settimane, comunicando la scelta di non partecipare alla gara per la concessione del PalaRubini. La società aveva spiegato la decisione con una nota ufficiale: “La scelta è stata dettata esclusivamente dalle condizioni economiche e gestionali fissate nel bando, ed è stata presa nel rispetto dell’amministrazione comunale, che è stata preventivamente informata e con cui si auspica di mantenere un dialogo costante”. Il club aveva inoltre precisato di essere “attivamente impegnata nella ricerca del sostegno sia di sponsor sia di nuovi investitori, elemento essenziale per perfezionare l’iscrizione e consentire la partecipazione al campionato di Serie A”, annunciando la richiesta di un nuovo incontro urgente con le autorità locali.