Alessandro Ramagli sorpreso dai suoi ragazzi

Articolo di Flavio Brambilla

"Nel secondo tempo mi aspettavo che potessimo subire ancora, a causa del diverso bagaglio di energie, ed invece abbiamo fatto una partita migliore" ha detto.

La Tezenis Verona chiude al secondo posto il Garda Ball Elite di Lonato. Nella finale del torneo la squadra scaligera è stata battuta 86-78 dalla Dolomiti Energia Trentino, al termine di una partita giocata su ritmi elevati e con grande intensità. Trento è riuscita a gestire meglio i passaggi decisivi dell’incontro, portando a casa la vittoria e il trofeo.

Al di là del risultato, Alessandro Ramagli ha tratto indicazioni importanti dal confronto. Il coach di Verona ha evidenziato soprattutto la difficoltà di affrontare una formazione particolarmente fisica e atletica. Nella seconda parte della gara il tecnico temeva inoltre che la differenza di energie a disposizione potesse pesare maggiormente, ricevendo invece una risposta incoraggiante dai suoi giocatori.

“Una partita molto utile, abbiamo sfidato una squadra dal grande impatto fisico e atletico che ci ha messo in difficoltà. Nel secondo tempo mi aspettavo che potessimo subire ancora, a causa del diverso bagaglio di energie, ed invece abbiamo fatto una partita migliore” ha detto.

Ramagli ha poi analizzato i tentativi di rimonta della Tezenis, sottolineando la capacità della squadra di restare in partita nonostante le occasioni non sfruttate e alcune assenze che hanno inevitabilmente condizionato le rotazioni.

“Non abbiamo colto le opportunità per provare a ricucirla, ma non mi è dispiaciuto non aver mollato e aver provato a rientrare in diversi modi. Poi è chiaro che mancano due giocatori importanti nelle rotazioni e questo fa diventare le stesse rotazioni non virtuose come dovrebbero essere” ha concluso.

Laureato in Lettere Moderne, ama redigere articoli di tutti gli sport con grande attenzione alle statistiche. In particolare, è appassionato di basket e di ciclismo, una passione trasmessa dal nonno che era stato gregario di Gino Bartali.

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