Paolo De Chiesa lancia un nuovo allarme: “Sci molto rischioso per via dei materiali”.

Articolo di Aldo Seghedoni

"Hanno questi scarti improvvisi per cui diventano ingestibili e non si riesce a recuperare" ha aggiunto.

Paolo De Chiesa dice la sua senza mezzi termini sul mondo dello sci: le tragiche morti in allenamento di Matilde Lorenzi (nel 2024) e di Matteo Franzoso (nel 2025) rappresentano l’estrema, terribile conseguenza di un sistema che avrebbe dovuto rallentare e ripensarsi, mettendo in primo piano l’incolumità degli atleti. Il giornalista saluzzese, già componente della ‘Valanga Azzurra’ ed oggi voce Rai, è intervenuto presso la Chiesa dei Battuti a Fossano, insieme ai genitori di Matilde, Adolfo Lorenzi ed Elena Rosa Cardinale, artefici della Fondazione istituita in sua memoria.

Da sempre grande conoscitore del ‘Circo Bianco’, De Chiesa ha voluto ribadire con forza la necessità di una cultura della sicurezza per atleti, allenatori e organizzatori. Se già di per sé lo sci alpino non è scevro di pericoli, il progresso della tecnologia e dei materiali ha reso indispensabile una riflessione. “Al giorno d’oggi – ha riflettuto De Chiesa – lo sci è diventato molto rischioso per via dei materiali”.

“Hanno questi scarti improvvisi per cui diventano ingestibili e non si riesce a recuperare dalla ‘spigolata’: sono troppo aggressivi – ha aggiunto -. Può accadere a chiunque, su qualsiasi pista. Bisogna, quindi, fare estrema attenzione alle caratteristiche dei tracciati, alla presenza di reti lungo i bordi e alla presenza di ostacoli. Dopo queste due tragedie inenarrabili, finalmente, la Federazione italiana ha iniziato a parlare di omologazione delle piste di allenamento. Apriti cielo! Molti sci club hanno protestato perché i ragazzini non potranno allenarsi come prima. C’è troppa esaltazione nel settore giovanile”.

“Si è levato, finalmente, un grido d’allarme da parte di tanti campioni, come Ghedina e Klammer: ‘Questi materiali sono troppo pericolosi’. Bisogna invertire la rotta. Guardiamo cosa è successo sul lato femminile: Bassino, Brignone, Gisin, la campionessa olimpica Suter, la Macuga… Tutte infortunate. Una falcidia che va fermata, per il bene dello sci. Spero si voglia andare sino in fondo” ha aggiunto l’ex sciatore.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

TG SPORT


Articoli correlati