Molte aziende legate alla promozione di questa tappa della Coppa del mondo di sci non hanno raccolto l’appello della federazione internazionale.
Che tristezza a Crans-Montana, dove venerdì mattina la discesa è stata sospesa dopo che tre concorrenti su sei erano cadute: un paio di loro, la statunitense Lindsey Vonn e la norvegese Marte Monsen potrebbero avere messo a repentaglio la loro partecipazione alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 che prenderanno il via il prossimo 6 febbraio.
“La Repubblica”, che aveva un inviato nella località della Svizzera Francese, ha riferito che molte aziende legate alla promozione di questa tappa della Coppa del mondo di sci non hanno raccolto l’appello della Federazione internazionale che vietava eventi collaterali legati agli sponsor. All’arrivo si sono visti gazebo, bandiere promozionali, gadget omaggio, musica e vendita dei prodotti.
La FISI, che ovviamente non ha organizzato l’evento, era stata chiara martedì. “Gli organizzatori locali e la Federazione internazionale hanno deciso celebrare un minuto di raccoglimento prima dell’inizio delle gare, di annullare tutti gli eventi collaterali e di non posizionare le pubblicità a bordo pista, incentrando tutto l’evento solo sulle competizioni sportive. Anche nella fan zone non sono previste attività, mentre saranno cancellate quelle diurne nel centro di Crans-Montana e del Curling Club cittadino” aveva riferito, parlando del rispetto nei riguardi dei 40 morti e ai 116 feriti del rogo del locale Costellation nella notte di Capodanno. Tra i deceduti anche sei ragazzi italiani: Riccardo Minghetti, Chiara Costanzo, Giovanni Tamburi, Achille Barosi, Sofia Prosperi, Emanuele Galeppini.
Dicevamo di due atlete a rischio Olimpiadi. La Vonn, sofferente al ginocchio sinistro, non ha trattenuto le lacrime abbracciata alla compagna di squadra Jacqueline Wiles: la fuoriclasse sembrava davvero turbata per l’accaduto. Marte Monsen ha perso aderenza all’ultima curva ed è finita nelle reti scivolando senza casco fino al traguardo. Si è reso necessario l’utilizzo del toboga per portarla fuori dalla pista.
“Le condizioni sono cambiate, la visibilità è destinata a peggiorare ed è stata la ragione principale dell’annullamento. Non vogliamo infortuni in questo sport, non vogliamo correre rischi”: vista la mala parata, al momento della sospensione si è così espresso il direttore di gara della Fis Peter Gerdol.
Fortunatamente nessuna azzurra aveva ricevuto uno dei primi sei pettorali, comprese Sofia Goggia e Federica Brignone che tornava in discesa per la prima volta dopo il miracoloso ritorno e mesi di fatica per rispondere, con il fisico e con la testa, al tremendo infortunio dello scorso aprile.