Giovanni Franzoni, impresa sulla Streif e commovente dedica in lacrime

Articolo di Andrea Gussoni

Anche il grande favorito Marco Odermatt ha dovuto inchinarsi

Nuova impresa di Giovanni Franzoni che, dopo il trionfale weekend di Wengen con vittoria in Super G e podio in discesa, entra di diritto nella leggenda dello sci alpino italiano imponendosi nella libera di Kitzbühel sulla mitica Streif. Il bresciano in uno dei templi assoluti della velocità ha così centrato il primo successo in carriera nella specialità e il secondo complessivo in Coppa del Mondo. Un risultato che riporta l’Italia sul gradino più alto del podio a Kitzbühel a sette anni dall’ultima volta, ovvero dopo l’affermazione del 2019 di Dominik Paris.

Anche il grande favorito Marco Odermatt ha dovuto inchinarsi: lo svizzero ha recuperato nel finale grazie a una velocità impressionante, ma ha dovuto arrendersi per soli sette centesimi, rimandando ancora una volta l’appuntamento con la prima vittoria in carriera in discesa sulla Streif. E gli Azzurri sul podio sarebbero potuti anche essere due: il francese Maxence Muzaton ha chiuso terzo a 39 centesimi, davanti a Florian Schieder, che si è così dovuto accontentare del quarto posto, precedendo di un solo centesimo un altro transalpino, Nils Allegre.

Giovanni Franzoni, prima che la gara terminasse ma quando già sembrava tutto pronto per la festa, ha parlato ai microfoni Rai, lasciandosi andare anche a una commovente dedica, in lacrime: “Io spero di restare primo, sto tremando. In partenza avevo in testa Matteo Franzoso, perché l’anno scorso eravamo in camera insieme. Era la mia prima volta qui ed ero super carico. Sapevo che non sarebbe stato facile, anche perché Odermatt non ha mai vinto qui e tutti erano motivatissimi. Nella prima parte ho faticato un po’, ma sotto ho sciato davvero da paura”.

“Prima della gara riesco a trasformarmi. Sono un ragazzo tranquillo, che quando c’è in ballo qualcosa di grosso riesco proprio a cambiare stato mentale – ha poi aggiunto in un secondo momento -. Ero convinto delle mie possibilità. Sapevo dove non avevo fatto bene in prova e quando ho visto il tempo all’arrivo ho detto ‘Questa è una buona gara’”.

“Peccato per Schieder che non è sul podio con me, ma è ancora un grande risultato di squadra. Ancora non me ne rendo conto. Veramente in tanti dicono che scio pulito. E’ una tecnica a cui ho lavorato tanto: prima ero tanto sugli spigoli, però sembra che gli ingranaggi inizino a girare, a lavorare nel modo giusto”, ha concluso, quando mancano meno di due settimane all’inizio delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026.

Giornalista dal 2008 e grande appassionato di tutti gli sport da sempre, segue con particolare interesse basket e volley che ha anche praticato a livello dilettantistico fino ai tempi dell’università. Ama viaggiare, sia per lavoro che con la mia famiglia, e non sa resistere alle tentazioni in cucina.

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