Crans-Montana, Azzurre al via nel ricordo delle vittime della tragedia

Articolo di Aldo Seghedoni

Le sciatrici della Nazionale indosseranno il lutto al braccio.

Lutto al braccio in memoria delle vittime della tragedia di Crans-Montana: lo indosseranno le sciatrici azzurre che nel fine settimana gareggeranno nella località svizzera dove si è verificato il terribile rogo di Capodanno. Questo, come riferisce l’agenzia Ansa, per ricordare le 40 vittime della sciagura in cui hanno perso la vita anche sei giovani italiani e che ha provocato oltre cento feriti anche molto gravi.

Mentre in Italia non mancano le polemiche per l’uscita dal carcere di Jacques Moretti sono state previste dagli organizzatori anche altre iniziative in ricordo delle vittime di Capodanno: tra queste l’assenza degli sponsor in pista e l’annullamento di eventi collaterali.

Sono otto le italiane iscritte al doppio appuntamento con la velocità femminile di Coppa del mondo nella località elvetica (discesa venerdì 30 gennaio alle ore 10, supergigante sabato 31 gennaio alle ore 11.00), ultime gare prima della pausa olimpica. Si tratta di Federica Brignone, Elena Curtoni, Nadia Delago, Nicol Delago, Sofia Goggia, Roberta Melesi, Laura Pirovano e Asja Zenere.

Sulla pista svizzera si disputeranno i Mondiali del 2027: Brignone si impose in quattro occasioni (sempre in combinata nel 2017, 2018, 2019 e 2020) ed è complessivamente salita sul podio in nove volte, Sofia Goggia ha vinto la discesa nel 2023, due volte nel 2021 e nel 2019 ed è stata terza nel 2022, Marta Bassino ha preceduto tutte in discesa nel 2024, Elena Curtoni fu seconda in supergigante nel 2017 e terza in discesa nel 2021.

Pietro Costanzo, lo zio di Chiara Costanzo, la sedicenne morta nel rogo di Crans-Montana, nei giorni scorsi ha lanciato un accorato appello alla Fisi, la Federazione Italiana Sport Invernali che ormai dal 2012 è presieduta da Flavio Roda. “Settimana prossima ci sono le gare di sci a Crans-Montana: non presenti gli atleti. Sarebbe una bella forma di protesta, di sdegno”, ha raccontato, intervistato dal TgR Lombardia, ai cui microfoni si è anche detto poco fiducioso di potere ottenere giustizia per la tragedia di Capodanno.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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