Accorato appello agli sciatori italiani: “Non andate a Crans-Montana”

Articolo di Aldo Seghedoni

A farlo è stato Pietro Costanzo, zio di Chiara Costanzo, la sedicenne morta nel rogo.

Pietro Costanzo, zio di Chiara Costanzo, la sedicenne morta nel rogo di Crans-Montana, ha lanciato un accorato appello alla Fisi, la Federazione Italiana Sport Invernali che ormai dal 2012 è presieduta da Flavio Roda. “Settimana prossima ci sono le gare di sci a Crans-Montana: non presenti gli atleti. Sarebbe una bella forma di protesta, di sdegno”, ha raccontato, intervistato dal TgR Lombardia, ai cui microfoni si è anche detto poco fiducioso di potere ottenere giustizia per la tragedia di Capodanno.

Jacques Moretti, intanto, è uscito dal carcere. Come purtroppo tutti sappiamo il locale Le Constellations di Crans-Montana è stato teatro di un incendio devastante che ha causato 40 vittime e oltre cento feriti. La scarcerazione è stata possibile dopo il pagamento di una cauzione pari a 215 mila franchi, versati da un suo amico che vuole mantenere l’anonimato, ma Moretti resta comunque sottoposto a una serie di misure restrittive, tra cui l’obbligo di firma e la consegna dei documenti di identità.

All’indagato è stato imposto il divieto di espatrio, l’obbligo di depositare tutti i documenti personali e di soggiorno presso gli uffici del pubblico ministero, oltre alla presentazione quotidiana presso un comando di polizia. La decisione ha provocato una reazione durissima da parte dell’Italia. “Sono indignata, la considero un oltraggio alla memoria delle vittime e un insulto alle loro famiglie” dice la premier Giorgia Meloni annunciando che il governo “chiederà conto alle autorità svizzere”.

Sulla stessa linea il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che definisce il provvedimento “un vero oltraggio alla sensibilità delle famiglie che hanno perso i loro figli a Crans-Montana, che non tiene conto del lutto e del dolore profondo che queste famiglie condividono con il Popolo italiano”. Dopo la scarcerazione su cauzione di Jacques Moretti, il governo e la Farnesina hanno inoltre deciso di richiamare a Roma l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado.

Profonda amarezza emerge anche dalle reazioni dei familiari delle vittime e dei feriti italiani. “Siamo sconcertati, è una vergogna per i nostri figli” dicono i genitori di Riccardo Minghetti, uno dei giovani deceduti nell’incendio.

“Una scarcerazione – aggiunge l’avvocato Alessandro Vaccato che assiste la famiglia di un’altra giovane vittima, il golfista genovese Emanuele Galeppini – che ci lascia interdetti, francamente bisognerà intervenire perché non è possibile che vada così”.

 

 

 

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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