Il pilone destro Simone Ferrari premiato player of the match dopo una prestazione superlativa.
L’Italia inizia il Sei Nazioni 2026 con una vittoria di carattere battendo la Scozia 18-15 all’Olimpico e bissando il successo ottenuto a Roma due anni fa. Gli Azzurri partono con grande attenzione difensiva: Lamaro ruba una rimessa laterale fondamentale e al 7’ un turnover di Lorenzo Cannone lancia la prima azione offensiva. Dalla touche vinta da Zambonin nasce l’azione della prima meta, firmata da Lynagh, innescato da un preciso calcetto di Brex. Garbisi colpisce il palo sulla trasformazione, ma l’Italia è avanti 5-0.
La Scozia prova a rispondere con la mischia e va più volte nei 22 azzurri ma la difesa tiene. Poco dopo l’Italia colpisce ancora: un calcio alto di Fusco viene catturato da Lynagh, che avvia l’azione conclusa da Menoncello per la meta del 12-0, con Garbisi che questa volta trasforma. Gli uomini di Townsend sfruttano qualche errore di disciplina e accorciano con Dempsey prima dell’intervallo, ma un piazzato di Garbisi manda le squadre al riposo sul 15-7 sotto un nubifragio.
Nella ripresa l’Italia ha subito un’altra grande occasione con Menoncello, ma perde il possesso. La Scozia ne approfitta e con Russell torna sotto break (15-10). Un placcaggio alto su Zuliani regala però altri tre punti agli Azzurri: Garbisi è preciso e firma il 18-10. Con il peggiorare delle condizioni meteo la partita diventa sempre più tattica, fatta di calci e battaglie a centrocampo. Al 67’ Horne trova la meta che riapre il match (18-15), ma Russell manca la trasformazione.
Il finale è tesissimo: la Scozia spinge fino all’ultimo ma l’Italia difende con ordine e sacrificio, respingendo l’assalto decisivo dopo oltre 20 fasi. Finisce 18-15, una vittoria preziosa che conferma crescita e solidità degli Azzurri all’esordio nel torneo.