Chi è Rebecca Passler, di cui da oggi si parla tantissimo

Articolo di Aldo Seghedoni

Suo zio è Johann Passler, vincitore di due bronzi olimpici e quattro medaglie iridate.

Rebecca Passler, di cui da lunedì, a pochi giorni dal via delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, si sta parlando tantissimo, cresce in una famiglia profondamente legata allo sport. È infatti nipote d’arte: suo zio Johann Passler ha conquistato due bronzi olimpici e quattro medaglie ai Mondiali, comprese due d’oro in staffetta. Si avvicina al biathlon intorno agli otto anni, spinta dall’esempio della sorella maggiore Greta e da una tradizione molto radicata tra i giovani della Valle di Anterselva.

Nel suo percorso giovanile raccoglie risultati di rilievo, con cinque podi ai Mondiali juniores. Tra questi spicca l’oro nella staffetta femminile 4×6 km ottenuto a Soldier Hollow nel 2022. Debutta in Coppa del Mondo alla fine di novembre 2021, nella tappa svedese di Östersund.

Il miglior piazzamento individuale arriva nel dicembre 2025, quando chiude undicesima la mass start di Annecy-Le Grand Bornand, sfiorando la top ten. Un risultato che riesce a replicare poche settimane dopo, a inizio 2026, con l’undicesimo posto nella sprint di Oberhof, in Turingia.

Fuori dalle competizioni ama trascorrere il tempo libero con gli amici e godersi le vacanze. Ha una forte passione per la cura estetica del corpo e, tra gli hobby che la rilassano di più, ci sono la nail art e i massaggi.

“Inizio a sentire che si avvicinano, anche perché su Instagram escono di continuo i nomi di chi va ai Giochi ed ovviamente ci penso. Ci sono ancora queste gare e bisogna fare bene, ma è bello pensare che stanno arrivando le Olimpiadi di casa. Se ad Anterselva ho sentito un po’ di clima olimpico? Zero, anche perché è tutto chiuso e sono andata a sparare ad Anterselva di sotto, dove è stato allestito un poligono con due sagome” ha detto una decina di giorni fa in un’intervista concessa a Fondo Italia.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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