Una drammatica sequenza di incidenti ha sconvolto il mondo dell'alpinismo nelle ultime ore.
Nelle ultime ore il mondo dell’alpinismo è stato scosso da una drammatica sequenza di incidenti mortali sul Monte Bianco. Nella conca del Brévent un sessantaduenne svizzero è deceduto all’ospedale di Sallanches dopo essere precipitato con il parapendio nonostante il tempestivo intervento dei soccorritori del PGHM.
Sul Petit Flambeau, invece, un alpinista britannico di 69 anni è caduto fatalmente nel vuoto durante una discesa in corda doppia a causa del cedimento improvviso della roccia a cui era ancorato, infine nei pressi di Les Houches un escursionista ottantenne è stato stroncato da un infarto fulminante che non gli ha lasciato scampo.
Il Re delle Alpi è tra le 10 montagne più pericolose al mondo con oltre 100 morti all’anno considerando l’intero massiccio. Nel 2018 ha perso la vita Patrick Névé, guida alpina belga di grande esperienza, travolto da una valanga. L’anno dopo è toccato a due nomi di primo piano dell’alpinismo francese, Pierre Labbre e Max Bonniot, membri del Groupe Militaire de Haute Montagne e considerati tra i migliori alpinisti della loro generazione