Doping: la rivincita del ciclismo

Resi noti i dati del 2016. In testa a questa disonorevole classifica chi gioca a bridge (!). Solo l’1% sale sulle due ruote, nel body building si viaggia sul 19%.

27 Ottobre 2017

E’ la rivincita del ciclismo, sistematicamente messo nel mirino.

La Wada, l’Agenzia Mondiale Antidoping, ha pubblicato la graduatoria dei casi di doping acclarati nel 2016. In tutto sono stati oltre 300mila i campioni sottoposti a test. Addirittura 220 le sostanze differenti che sono scaturite. Ma quello che fa più impressione è che nel bridge i positivi sono stati 22 tra i 100 testati contro, per esempio, i 19 del body building, i 2 della lotta libera e soltanto l’1% e poco più dei ciclisti. 

Si badi bene: non va messa la croce addosso a chi gioca a bridge, perché l’abuso di diuretici – vista l’età media dei praticanti di questo sport – è frutto della mancata conoscenza del fatto che siano proibiti. Ma una riflessione su tutto il resto sarebbe giusto farla.

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