Bebe Vio
Aggiornato Lun 16 Mar 2026 alle 08:33Le ultime notizie su Bebe Vio raccontano la storia di un’atleta straordinaria che ha saputo trasformare ogni ostacolo in trampolino di lancio, culminando in una delle sue partecipazioni paralimpiche più emozionanti e complete. Dalle pedane di Parigi 2024 fino al lungo percorso di preparazione che l’ha preceduta, la fiorettista veneziana ha confermato di essere molto più di una campionessa sportiva: è un simbolo del movimento paralimpico italiano.
Parigi 2024: bronzo individuale e bronzo a squadre per Bebe Vio
Settembre 2024 ha rappresentato un capitolo fondamentale nella carriera di Beatrice Vio Grandis. Ai Giochi Paralimpici di Parigi, disputati sulle pedane del Grand Palais, la campionessa azzurra ha conquistato due medaglie di bronzo, confermando la sua presenza costante ai vertici della scherma paralimpica mondiale. Nella gara individuale di fioretto femminile categoria B, Bebe ha superato la coreana Cho con un netto 15-2 nella finale per il terzo posto, dopo aver perso in semifinale contro la cinese Xiao. Un risultato che la porta a salire per la terza volta sul podio paralimpico individuale, dopo i due ori di Rio 2016 e Tokyo 2020.
Subito dopo la gara individuale, la campionessa non ha nascosto la propria soddisfazione ma già guardava avanti: «Sono felicissima, è una giornata straordinaria. Non è l’oro che tutti si aspettavano ma io sono felice, non è tutto regalato, è bellissimo. Domani c’è anche la gara a squadre, incrociate le dita per me perché io non posso» ha dichiarato ai microfoni della Rai, con la sua consueta ironia.
Il giorno seguente, la prova a squadre ha regalato un’altra emozione. Bebe Vio, insieme a Andreea Mogos, Loredana Trigilia e Rossana Pasquino, ha trascinato le azzurre al bronzo nel fioretto a squadre femminile, battendo Hong Kong con il punteggio di 45-33 nella finalina per il terzo posto. Un risultato accolto con grande entusiasmo dal pubblico del Grand Palais, che ha sostenuto le italiane con calore straordinario, persino tra gli spettatori francesi di casa.
Un percorso di qualificazione record verso i Giochi
La spedizione paralimpica italiana a Parigi 2024 è stata storica sotto ogni punto di vista. L’Italia si è presentata con 10 atleti, un record per il nuovo millennio nella scherma paralimpica sotto l’egida della Federazione Italiana Scherma, con tutte e quattro le squadre qualificate nei team event. Un risultato che il presidente federale Paolo Azzi aveva definito «lo specchio di un eccellente lavoro» e che il coordinatore del settore paralimpico Dino Meglio aveva inseguito fin dal suo insediamento nel novembre 2021.
Prima dei Giochi, la nazionale azzurra di scherma paralimpica aveva svolto il proprio ritiro preparatorio a L’Aquila, dal 28 luglio al 2 agosto 2024, ospitata dall’Hotel Canadian e con allenamenti presso la palestra Attiva. Un momento di preparazione intensa che ha visto riuniti tutti i protagonisti della spedizione, in quello che il presidente Azzi aveva descritto come «un’unica grande squadra da 34 atleti a Parigi», considerando anche i colleghi olimpici.
Il cammino verso Parigi era iniziato molto prima, con il trionfale rientro in pedana di Bebe Vio a Pisa nel marzo 2023, dopo 566 giorni di assenza dalle competizioni. In quella occasione, la campionessa aveva vinto la tappa italiana della Coppa del Mondo paralimpica davanti al pubblico di casa, battendo in finale la cinese Rong Xiao per 15-6. Un ritorno che aveva emozionato tutto il movimento sportivo italiano e che aveva dato il via alla lunga rincorsa verso la qualificazione olimpica.
Una carriera costellata di successi e di resilienza
Le novità più recenti su Bebe Vio si inseriscono in una carriera che ha fatto della resilienza il proprio marchio di fabbrica. Prima di Parigi 2024, la schermitrice veneziana aveva già collezionato un palmarès straordinario: due ori paralimpici individuali a Rio 2016 e Tokyo 2020, quattro titoli mondiali, tre europei e una presenza mediatica che l’ha resa il volto più riconoscibile dello sport paralimpico italiano.
A Tokyo 2020, dove era stata anche portabandiera dell’Italia insieme al nuotatore Federico Morlacchi, Bebe aveva conquistato l’oro individuale e l’argento a squadre, ammettendo a fine gara che «non sarei neanche dovuta essere qui», dopo un infortunio grave che aveva rischiato di comprometterle la carriera. Quella capacità di tornare sempre più forte di prima è diventata la sua firma, riconosciuta persino al Parlamento Europeo, dove la presidente della Commissione Ursula von der Leyen l’aveva citata come esempio ispiratore nel suo discorso sullo stato dell’Unione nel settembre 2021.
Parallelamente all’attività agonistica, Bebe Vio Grandis ha continuato a portare avanti il suo impegno per l’inclusione attraverso l’associazione art4sport ONLUS, da lei fondata nel 2009 insieme ai genitori, che supporta bambini e ragazzi portatori di protesi di arto avvicinandoli allo sport paralimpico. Gli eventi WEmbrace Games e WEmbrace Sport, organizzati negli anni con grande successo, rappresentano la concretizzazione di questa visione: uno sport integrato che non abbassa il livello competitivo ma allarga le porte della partecipazione.
Con i bronzi di Parigi 2024, Bebe Vio ha scritto un’altra pagina della sua leggenda sportiva. La sua storia continua a dimostrare che i limiti esistono solo fino a quando si decide di non accettarli.