Lella Lombardi ci ha lasciato a soli 50 anni ma è nella storia della F1

Articolo di Aldo Seghedoni

In una giornata tristissima la piemontese è stata la prima e fino a oggi unica donna a conquistare punti in Formula 1.

A 18 anni inizia a lavorare nella piccola attività di famiglia, guida un furgone per il trasporto della carne e si innamora della velocità.
Maria Grazia Lombardi, per tutti Lella, è la quarta figlia di un macellaio e produttore di salumi: viene alla luce a Frugarolo, un piccolo paesino nella provincia di Alessandria, il 26 marzo 1941, in piena Seconda Guerra Mondiale. A 18 anni inizia a lavorare nella piccola attività di famiglia, guida un furgone per il trasporto della carne e si innamora della velocità, anche se ovviamente preferisce le auto al mezzo messole a disposizione a casa: nel 1965 gareggia per la prima volta nella serie della Formula Monza.

La carriera è bene avviata: nel 1968 si classifica seconda nella Formula 3, mentre nel 1970 vince il titolo di campione italiano della Formula 850 tagliando per prima il traguardo in ben quattro delle dieci gare messe in calendario. Dopo altre due vittorie di categoria nel 1971, a Monza e Vallelunga, tornò in F3 nel 1972 e, con la sua Lotus 69, finisce decima in classifica. Di nuovo decima assoluta nel 1973, ottiene anche un secondo posto nella gara di Casale, guidando per la Scuderia Italia una Brabham BT41. Quando arriva a Monaco all’inizio di giugno si è già messa in tasca la metà delle sei vittorie che la portano poi a diventare il campione italiano del Ford Escort Mexico Challenge. Lella si unisce quindi alla squadra ShellSPORT Lussemburgo per il Campionato Rothmans F5000 del ’74. Un anno magico perché esordisce in Formula 1 il 20 luglio nel Gran Premio di Gran Bretagna, anche se purtroppo non riesce a qualificarsi per la gara.

Nel 1975 partecipa a dodici delle quattordici gare del mondiale. Lo fa al volante di una March Ford Cosworth: con quest’auto nel debutto stagionale sul circuito di Kyalami si qualifica con il ventiseiesimo tempo ma nella gara si ferma per problemi tecnici.
Arriva il Gran Premio di Spagna sul Circuito del Montjuich, tragico e storico nello stesso tempo. Lella sale in pista al volante di una March 751 e si qualifica con il 24esimo tempo. Scatta la gara e al 25esimo giro la Hill del tedesco Rolf Stommelen perde l’alettone che finisce tra la folla, causando quattro morti e numerosi feriti. La corsa viene immediatamente sospesa, quando Lella occupa la sesta posizione della gara capeggiata da Jochen Mass.

È proprio così la Lombardi che conquista il suo mezzo punto in Formula 1: la direzione decide di assegnare un punteggio dimezzato, per una gara che dura solo 42 minuti, 53 secondi e 700 millesimi. In una giornata tristissima la piemontese è la prima e fino a oggi unica donna a conquistare punti in Formula 1. Successivamente Lella si iscrive al Gran Premio di Monaco ma senza qualificarsi, per poi gareggiare nei successivi nove Gran Premi, ma senza risultati memorabili. Riesce a qualificarsi in occasione dell’ultimo Gran Premio della stagione, quello degli Stati Uniti a Watkins Glen, ma a causa di un guasto non si presenta in griglia di partenza. La sua carriera in Formula 1 si conclude infine con il Gran Premio d’Austria dove termina in dodicesima posizione.

Con 12 gare totali in Formula 1, la pilota non solo è la prima e unica donna a ottenere un mezzo punto in Formula 1, ma detiene anche il primato femminile di Gran Premi disputati (dal 1974 al 1976), superando anche la campionessa Maria Teresa de Filippis, che negli anni Cinquanta ne aveva corsi quattro. Il destino, purtroppo, si mette ben presto di traverso: Lella Lombardi muore a Milano il 3 marzo 1992, a neanche 51 anni, per le conseguenze di una tremenda malattia.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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