Nakano: “Valentino Rossi un talento puro”

Il pilota giapponese, protagonista nel Circus alla fine degli anni ’90, ha parlato con Sportal.it della sua avventura con la Casa del Tridente e dell’epilogo del Mondiale delle MotoGp.

24 Ottobre 2015

In questi giorni in Giappone si corre il quinto round del Maserati Trofeo World Series, campionato monomarca che si appresta alla conclusione della sesta stagione, dopo aver toccato nel 2015 circuiti europei (Spa e Spielberg), nord-americani (Road America e Virginia) e ora in Asia prima del finale ad Abu Dhabi in dicembre. Nella entry list della prova giapponese non poteva mancare un pilota di casa come Shinji Nakano. 44 anni da Osaka, in molti lo ricorderanno per i due anni passati in Formula 1, nel 1997 con la scuderia Prost e l’anno seguente alla Minardi. Ma nel suo curriculum anche la Champ Car, la 500 miglia di Indianapolis e la 24 di Le Mans nel 2006. 
 
Sportal.it lo ha incontrato al termine della sessione delle qualifiche, dove ha appena siglato il terzo tempo (poi terzo in gara 1), al volante di una Maserati GranTurismo MC Trofeo. Ad accoglierci è il suo assistente Shigeo Kimura san, che ci porta in una stanza all’interno dell’autodromo. Nakano è sorridente e gentile. Gli scappa anche qualche parola in italiano “capisco poco, ma qualche cosa ricordo. Grazie ai miei amici della Minardi”.  
E il nostro colloquio prosegue – questa volta in lingua inglese – parlando sempre di Italia e ovviamente di auto.
 
“Maserati è un marchio leggendario, una storia ultracentenaria di una Casa legata al mondo delle corse – ha raccontato -. Ho avuto la possibilità di disputare questo round e ho accettato con molto piacere. Anche in Giappone il Tridente è ammirato e sono in molti a sognarlo. Ho avuto in prova per una settimana una GranCabrio e sulle strade della città molti si fermavano a guardare questa vettura fantastica, attirati dalla bellezza e dal suono del motore”.
 
“Arrivare a correre in Formula 1 è il sogno di ogni pilota – ha aggiunto il nipponico -. E sono riuscito a tramutarlo in realtà. Ero ambizioso e ci sono riuscito. Gianfranco Minardi era perfetto. Sono riuscito ad instaurare un rapporto sincero. Mi sono trovato subito con lui, ma anche con la sua famiglia, con gli ingegneri, i meccanici. Peccato per la vettura (risata, divertita ndr), non era velocissima e non era semplice da guidare".
 
Chiusura sull'epilogo del Mondiale delle MotoGp: "Sarà un bellissimo finale. Marquez è il futuro, oltre che il presente. Tra Lorenzo e Rossi vedo favorito l’italiano. Valentino può avere l’ultima chance per vincere un mondiale e credo farà di tutto per poter arrivare al decimo titolo. Ha dominato per anni, ha saputo emozionare. Ha un talento puro.. Saranno due gare molto interessanti".
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