Verona, Luca Toni allo scontro

Quattro anni intensi, pieni di gol, delusioni, la retrocessione in B, e gioie, l’immediato ritorno in A come dirigente. Tra Luca Toni e il Verona però è finita male, anzi malissimo.

Dopo una stagione da apprendista dirigente al fianco del presidente Setti e del direttore sportivo Filippo Fusco, l’ex bomber ha deciso di rescindere il contratto in essere con il club gialloblù per un’altra stagione.

Il motivo? Mancanza di chiarezza nella suddivisione dei ruoli, non solo nella gestione del mercato, come riferisce lo stesso campione del mondo 2006 durante un’accorata conferenza stampa, nella quale ha attaccato duramente Fusco:
“Quando il direttore sportivo Filippo Fusco mi ha detto ‘qui comando io, qui decido tutto io’ ho capito che per me non c’era motivo di continuare. Ho trovato davanti a me un muro e mi sono sentito ferito.

E certe cose non me le ha dette, che so, un Rummenigge. Ringrazio il presidente Setti che stimo umanamente, ma se non c’è condivisione e possibilità di dare almeno qualche consiglio, io qui non posso crescere”. 

“Non è colpa mia se mi chiamo Luca Toni o se Luca Toni in giro viene cercato più di chiunque altro – ha concluso l’ex giocatore riferendosi nuovamente a Fusco pur senza nominarlo – Io non volevo essere un peso e sono venuto qui con umiltà”. 
 

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