Mercato Torino, fuori controllo le voci su Michele Di Gregorio

Articolo di Flavio Brambilla

Per il portiere in uscita dalla Juventus anche il Monza ha una flebilissima speranza.

Il futuro di Michele Di Gregorio appare sempre più lontano dalla Juventus, soprattutto dopo l’arrivo di Guglielmo Vicario, prelevato dal Tottenham, dove non aveva più il benché minimo spazio. Il portiere di scuola Inter, assente allo Stadium per la sfida in famiglia a causa del virus influenzale che lo ha colpito a Ferragosto, è ormai ai margini del progetto e sia il giocatore sia il club stanno lavorando per trovare una soluzione in tempi brevi.

La Juventus avrebbe aperto anche alla possibilità di una cessione in prestito secco, a condizione che la nuova società si faccia carico interamente dell’ingaggio. Non trovano invece conferma le ipotesi relative al Torino e al Monza: Di Gregorio non si sarebbe proposto ai granata – si tratterebbe di voci fuori controllo – e non starebbe valutando un ritorno nel club nel quale la sua carriera ha preso il volo, benché i tifosi biancorossi lo sognino a occhi aperti.

La priorità dell’ex Monza sarebbe quella di provare un’esperienza all’estero. Il suo agente Carlo Alberto Belloni ha avviato alcuni contatti con società inglesi, senza però registrare finora sviluppi concreti.

La pista più calda porta invece all’Olympique Marsiglia, alla ricerca di un nuovo titolare dopo la partenza di Geronimo Rulli verso il Manchester City. Nelle ultime 72 ore sarebbero andati in scena due confronti tra il club francese, la Juventus e l’entourage di Di Gregorio, con tutte le parti disponibili a portare avanti l’operazione.

Le possibilità economiche del Marsiglia renderebbero necessario un trasferimento in prestito, formula gradita anche a Di Gregorio, che avrebbe già dato la propria disponibilità al trasferimento in Francia. L’affare potrebbe quindi accelerare nelle prossime ore.

 

Laureato in Lettere Moderne, ama redigere articoli di tutti gli sport con grande attenzione alle statistiche. In particolare, è appassionato di basket e di ciclismo, una passione trasmessa dal nonno che era stato gregario di Gino Bartali.

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