“Tutto iniziò in Germania, dopo un’amichevole tra Gladbach e Bilbao in cui subii tre gol da calcio d’angolo"
A dicembre Yann Sommer compirà 38 anni, ma il portiere dell’Inter non pensa ancora al ritiro. In un’intervista concessa a RSI Sport ha spiegato di sentirsi ancora in ottima forma: “Il corpo reagisce molto bene. Credo di poter restare nel calcio ancora per due o tre anni. Per il futuro ho già qualche idea, ma non mi vedo allenatore. Di certo farò il papà”.
Nel corso della stagione il numero uno nerazzurro è finito spesso nel mirino di critiche da parte di tifosi e addetti ai lavori. Un tema che, racconta Sommer, lo accompagna da sempre, soprattutto per la sua altezza (183 cm). “Tutto iniziò in Germania, dopo un’amichevole tra Gladbach e Bilbao in cui subii tre gol da calcio d’angolo. Un giornale mi definì ‘portiere bonsai’. Mi ferì molto. Però, nonostante i dubbi legati alla statura, non credo di aver mai preso un gol perché non abbastanza alto”.
Alla domanda sulla parata più difficile della carriera, Sommer non ha esitato: “La seconda su Yamal in Inter-Barcellona. Era molto più vicino e l’intervento è stato complicatissimo. È stata una gara splendida da vivere e da guardare, ricca di emozioni e di gol, soprattutto quello di Acerbi”.
Infine, spazio anche ai suoi modelli tra i pali: “Casillas e Buffon, con Gigi che considero uno dei migliori di sempre. Mi piacevano tantissimo anche Julio Cesar, Van der Sar e Barthez”.