Kosta Runjaic può lasciare l’Udinese dopo la catastrofe: due le alternative già pronte

Articolo di Flavio Brambilla

Il netto ko casalingo per 3-0 contro il Lecce rischia di avere conseguenze pesanti per Kosta Runjaic, la cui permanenza alla guida dell'Udinese sembra sempre più in discussione.

Il catastrofico casalingo per 3-0 contro il Lecce rischia di avere conseguenze pesanti per Kosta Runjaic, la cui permanenza alla guida dell’Udinese sembra sempre più in discussione. La dirigenza bianconera potrebbe prendere in considerazione l’ipotesi di una svolta in panchina e, qualora si arrivasse all’esonero del tecnico tedesco, tra i nomi valutabili figurerebbero quelli di Paolo Zanetti e Roberto D’Aversa, entrambi con una buona esperienza nel massimo campionato.

Nei giorni scorsi Zanetti era stato indicato come possibile candidato per un ritorno al Venezia, club già allenato in passato. La società lagunare, dopo aver sollevato dall’incarico Giovanni Stroppa, ha però preferito puntare su Davide Nicola, che ha cominciato la sua nuova avventura nel migliore dei modi, conquistando sabato un sorprendente successo contro il Napoli.

Anche D’Aversa era finito al centro di alcune indiscrezioni di mercato, in particolare per un eventuale ritorno al Parma, squadra che aveva già guidato in precedenza. Dopo la separazione da Carlos Cuesta, tuttavia, il club emiliano ha deciso di affidare la panchina ad Alberto Gilardino, facendo tramontare la possibilità di un nuovo incarico per D’Aversa.

Zanetti e D’Aversa restano dunque profili potenzialmente interessanti per l’Udinese, nel caso in cui la società friulana scegliesse di cambiare guida tecnica. Per ora, comunque, non emergono riscontri concreti sull’esistenza di contatti o trattative. Saranno le riflessioni della dirigenza dopo la pesante battuta d’arresto contro il Lecce a determinare il futuro di Runjaic sulla panchina bianconera.

Laureato in Lettere Moderne, ama redigere articoli di tutti gli sport con grande attenzione alle statistiche. In particolare, è appassionato di basket e di ciclismo, una passione trasmessa dal nonno che era stato gregario di Gino Bartali.

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