“Un mese fa ho chiamato il presidente e non ho chiesto niente. Né del progetto né del ridimensionamento. Ho percepito che il mio percorso qui stava per terminare".
Antonio Conte ha annunciato ufficialmente il proprio addio al Napoli. Dopo aver salutato il pubblico del Maradona al termine dell’1-0 sull’Udinese, il tecnico è intervenuto in conferenza stampa insieme al presidente Aurelio De Laurentiis. “Un mese fa ho chiamato il presidente e non ho chiesto niente. Né del progetto né del ridimensionamento. Ho percepito che il mio percorso qui stava per terminare. Non mi interessava nulla, ho preso questa decisione. Quando le cose non le posso cambiare, arrivo a una decisione. Il presidente mi disse: ‘Se ci ripensi, fino all’ultimo giorno sono a disposizione’”.
Anche De Laurentiis ha ricostruito il confronto avuto con l’allenatore: “A Conte dissi: ‘Qui per me è casa tua, ma se non ti senti più sereno, non con il Napoli, non con la città, ma con una modalità di campionato che la società ti fa fare in un certo modo…’. Il Napoli non può essere il Real Madrid, il Barcellona, le top cinque squadre inglesi o il Bayern Monaco. Noi dobbiamo rispettare certi budget e non possiamo andare oltre”. Il presidente ha poi attaccato il sistema dei procuratori e alcune dinamiche istituzionali del calcio.
Nel corso della conferenza non sono mancati momenti di confronto diretto tra i due. “Se non avessi avuto tutti questi infortuni, avresti vinto ancora lo scudetto”, ha detto De Laurentiis. Immediata la replica di Conte: “No, non sono d’accordo. Sfidavamo un’Inter che si era rinforzata ed era davvero difficile”.
Divergenze anche sul cosiddetto “modello Arsenal”. De Laurentiis ha osservato: “Erano ottavi e sono tornati a vincere. Anche grazie a un impianto top costruito dentro la città di Londra”. Conte, scuotendo la testa, ha ribattuto: “Ma non erano un Bournemouth, erano già un top club e hanno speso tanto”.
L’allenatore si è poi tolto qualche sassolino dalla scarpa: “A Napoli ho fallito nel non riuscire a compattare l’ambiente. Ho visto tanti veleni e zizzania contro di me e i miei giocatori. Chi sparge veleni è un fallito. Lo fa per avere un like sul post oppure dire: ‘Guarda Conte come ha attaccato la squadra’. Napoli ha invece bisogno di gente seria. Allenare qui è stato un prestigio e un onore, ringrazio il presidente De Laurentiis per questa possibilità, sono stati due anni positivi”.
Chiosa sulla Nazionale: “Ho semplicemente detto che, se fossi il presidente federale, prenderei in considerazione il mio nome. Ma al momento non c’è ancora il presidente federale. Si è fatto anche il nome di Guardiola. Ma è pronta la Federazione ad avere un top allenatore del genere? Ci sono onori e oneri e status da rispettare. Ci sono i fondi? Qualcuno lo ha proposto, io sarei il primo a volerlo, ma…”.