Paolo Bianco frena sulla B immediata a Pisa e non dimentica Monza: “Stima finita”

Articolo di Flavio Brambilla

"Il progetto è biennale, dobbiamo diventare forti subito e salire in due anni, costruire qualcosa che duri nel tempo" osserva il tecnico nerazzurro.

Paolo Bianco ha parlato con la Gazzetta dello Sport e non ha nascosto il suo obiettivo. “Il progetto è biennale, dobbiamo diventare forti subito e salire in due anni, costruire qualcosa che duri nel tempo. Il Pisa vuole tornare in A per restarci. Vale per la squadra e per il club, con il centro sportivo che in primavera sarà pronto”.

Conquistata la serie A a Monza sembrava dovesse rimanere in Brianza. E invece… “È stato un momento particolare, non me lo aspettavo. Alla fine ho deciso io di non restare, capito che la stima era finita. A Pisa i giocatori sono diversi. Sono arrivati elementi con le caratteristiche giuste per questo campionato, che alzano il livello, mentre a Monza erano rimasti giocatori forti, ma poco adatti alla B”.

Tra i rinforzi più significativi arrivati in estate spicca proprio Andrea Petagna, che Bianco ha fortemente voluto con sé anche a Pisa. L’attaccante triestino, protagonista della promozione in Serie A con il Monza, si è trasferito in Toscana a titolo definitivo dopo quattro stagioni in Brianza — inframmezzate da un prestito al Cagliari nel 2023-2024 — nelle quali aveva collezionato 79 presenze e 14 reti. A spingere verso la cessione anche la scelta del nuovo tecnico biancorosso Ivan Juric, che aveva già indicato in Patrick Cutrone la prima scelta come centravanti, relegando Petagna a un ruolo marginale nelle gerarchie del club.

L’avvio di stagione dei nerazzurri non è stato privo di difficoltà: alla prima giornata il Pisa ha perso in casa, insieme alle altre due retrocesse Cremonese e Verona. La squadra di Bianco ha però saputo reagire con prontezza, inanellando vittorie consecutive che l’hanno proiettata nelle zone alte della classifica. Petagna guida il tridente offensivo completato da Leris e Tramoni, con Leone, Correia e Vural a dettare i tempi a centrocampo.

Laureato in Lettere Moderne, ama redigere articoli di tutti gli sport con grande attenzione alle statistiche. In particolare, è appassionato di basket e di ciclismo, una passione trasmessa dal nonno che era stato gregario di Gino Bartali.

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