Serataccia per Kalidou Koulibaly: salterà (di nuovo) la gara più importante

Articolo di Aldo Seghedoni

Ammonito da diffidato (e anche infortunato) il difensore non giocherà la finale di Coppa d’Africa con il suo Senegal.

Dopo 17 minuti dall’inizio della semifinale della Coppa d’Africa tra il Senegal e l’Egitto, Kalidou Koulibaly già sapeva che non avrebbe disputato la finale neanche in caso di qualificazione della sua squadra. Il difensore e capitano dei Leoni è stato sanzionato con un cartellino giallo dopo un intervento su Omar Marmoush, lanciato in profondità. Un’ammonizione dalle conseguenze pesanti, perché comportava la squalifica automatica per l’eventuale finale dato che l’ex Napoli era diffidato.

Ma la serata storta di Koulibaly non è finita lì. Pochi minuti più tardi, infatti, si è toccato gli adduttori, mostrando un evidente fastidio muscolare, prima di lasciare il campo già al 20’. Uno scenario purtroppo non inedito per il difensore senegalese: nel 2019 aveva infatti saltato la finale di Coppa d’Africa contro l’Algeria proprio per cumulo di ammonizioni.

È stata la leggenda vivente del Senegal, Sadio Mané, a sbloccare, e quindi a decidere, la partita con un tiro dalla distanza improvviso. “Sapevamo che sarebbe stata una partita complicata – ha detto a BeIn Sport il match-winner -. Conosciamo bene la nazionale egiziana. Abbiamo cercato di giocare con esperienza, evitando di regalare palloni facili. Sono molto pericolosi in contropiede, con giocatori come Salah e Marmoush. In difesa, Koulibaly, finché ha giocato, e Gueye hanno guidato la squadra e mantenuto l’equilibrio collettivo”.

“Sono felice per la squadra, per il popolo. Sul mio gol ho avuto anche un po’ di fortuna, bisogna ammetterlo, perché il pallone è arrivato dal nulla: ho avuto il riflesso di calciare di prima. La finale sappiamo come giocarla. Una finale va vinta. Sarò molto felice di giocare la mia ultima finale di Coppa d’Africa, di godermela e di far vincere il mio Paese” ha concluso il navigato bomber.

“Meritavamo questa vittoria. Abbiamo impedito agli avversari di giocare il loro calcio. Volevamo assolutamente imporre il nostro gioco. Quando siamo a questo livello, siamo molto forti. È la prima volta in questo torneo che restiamo così solidi per tutti i 90 minuti. A dieci minuti dalla fine, per loro è crollato tutto” ha invece osservato, sempre con BeIn Sport, Moussa Niakhaté.

Anche Habib Diarra, a sua volta in diffida prima del match, e ammonito nella gara giocata contro gli egiziani, non disputerà la finale del torneo.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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