La scena non è passata inosservata e ha suscitato immediate reazioni sui social
A Torino non c’è stato un minuto di silenzio totale in memoria di Sandro Mazzola: all’Allianz Stadium l’omaggio deciso dalla Lega serie A è stato accompagnato dai cori della curva bianconera. Mentre Juventus e Atalanta erano schierate a centrocampo per ricordare l’ex campione dell’Inter e della Nazionale, scomparso sabato a 83 anni, alcuni ultras juventini hanno voltato le spalle al campo e intonato cori dedicati a tre figure legate alla storia della Juventus: Gaetano Scirea, Andrea Fortunato e Gianni Agnelli.
Scirea, storico capitano bianconero, è morto il 3 settembre 1989, a soli 36 anni, in un incidente stradale. Fortunato è invece scomparso a 23 anni a causa della leucemia. Nel ricordo della curva anche l’Avvocato, Gianni Agnelli, una delle figure più importanti nella storia della società bianconera.
La scena non è passata inosservata e ha suscitato immediate reazioni sui social. Dagli altri settori dello stadio sono partiti applausi per cercare di coprire i cori, che però sono stati comunque chiaramente percepibili durante il minuto dedicato a Mazzola.
Gianni Rivera invece ha ricordato Sandro Mazzola in una intervista a Il Fatto Quotidiano: “Io e Sandro Mazzola avevamo un ottimo rapporto. È vero, giocavamo in squadra diverse, ma ci rispettavamo entrambi e insieme abbiamo fatto una grande strada, nell’interesse di tutti gli altri calciatori”, ha dichiarato con commozione la leggenda del Milan.
Insieme i due avevano fondato il sindacato calciatori: “Abbiamo vissuto insieme un periodo molto bello del calcio italiano, convinti anche di aver dato un contributo alla nascita dell’associazione calciatori, una conquista importante per tutta la categoria. Sandro era una persona amabile. Stavamo bene insieme”.
A Radio 1, Mazzola ha poi ricordato ancora la bandiera dell’Inter: “E’ stato, innanzitutto, un avversario importante perché giocava nell’altra squadra di Milano. Ma avevamo anche un rapporto di amicizia visto che giocavamo insieme in Nazionale. E c’è stato un periodo in cui hanno deciso di farci giocare alternativamente, non abbiamo mai capito perché”.