Simbolo del calcio inglese negli anni Settanta, fu vincitore di due Palloni d'oro dopo il passaggio dal Liverpool all'Amburgo.
Il mondo del calcio piange la scomparsa di Kevin Keegan, morto all’età di 75 anni dopo una lotta con un tumore diagnosticato pochi mesi fa. È stata la famiglia dello stesso Keegan ad annunciare la notizia, chiedendo la massima discrezione in un momento così difficile. Keegan, uno dei simboli del calcio inglese da giocatore nonché allenatore capace di importanti risultati, lascia la moglie Jean e le due figlie Laura Jane e Sarah.
Considerato uno dei migliori calciatori europei degli anni Settanta, Keegan ha giocato quasi 750 partite a livello di club, vincendo tre titoli inglesi con il Liverpool e conquistando due Palloni d’Oro consecutivi, nel 1978 e nel 1979, mentre trascinava l’Amburgo ai vertici della Bundesliga. Con la nazionale dell’Inghilterra ha segnato 21 gol in 63 presenze, diventando un riferimento tecnico e carismatico, tanto da guadagnarsi il soprannome di “King Kev”.
Dopo il ritiro, nel 1992, ha iniziato la carriera da allenatore prendendo in mano un Newcastle in crisi e, dopo averlo salvato dalla retrocessione in terza serie, lo riportò in Premier League portandolo nel 1996 a un passo dal titolo contro il mitico Manchester United di Sir Alex Ferguson. Keegan ha incarnato come pochi l’identità emotiva e viscerale del Newcastle, tanto da tornare nel 2008 per un’ultima, breve parentesi, pur segnata da tensioni con la proprietà.
Tra il 1999 e il 2000 ha anche guidato la nazionale inglese, vivendo un periodo complicato che portò all’eliminazione nella fase a gironi di Euro 2000 e alle dimissioni dopo la sconfitta contro la Germania nell’ultima partita disputata nel vecchio Wembley. Successivamente ha allenato il Manchester City, riportandolo in Premier League nel 2002, prima di lasciare il club nel 2005 e annunciare un primo ritiro dal calcio.
Keegan è stato un campione, un personaggio, un uomo che ha segnato epoche diverse del calcio inglese con la stessa intensità, prima in campo e poi in panchina. La sua scomparsa lascia un vuoto enorme in tutti quelli che amano il calcio Made in England.