La drammatica storia di Kim Peyton, nuotatrice morta a 29 anni

Articolo di Ernesto Villa

Vinse la medaglia d'oro ai Giochi Olimpici ma purtroppo ci ha lasciato giovanissima.

Kim Peyton è stata una delle figure più rappresentative del nuoto femminile statunitense negli anni ’70, protagonista di una carriera intensa e brillante interrotta troppo presto. Nata il 26 gennaio 1957 a Hood River, in Oregon, Peyton si mise in luce fin da giovanissima come specialista nello stile libero, imponendosi rapidamente a livello nazionale e internazionale grazie a doti fuori dal comune che le permisero di emergere ben presto nel panorama mondiale.

Il suo primo grande palcoscenico furono i Giochi Olimpici di Monaco di Baviera del 1972, dove partecipò ancora adolescente, facendo esperienza in un contesto di altissimo livello. La consacrazione definitiva arrivò però quattro anni più tardi, alle Olimpiadi di Montréal 1976. In Canada Kim Peyton fu parte della leggendaria staffetta statunitense 4×100 stile libero femminile che conquistò la medaglia d’oro stabilendo anche il record mondiale.

Insieme a compagne come Jill Sterkel, Shirley Babashoff e Wendy Boglioli, contribuì a una delle prestazioni più iconiche della storia del nuoto statunitense e la performance è ancora impressa nella mente di molti appassionati.

Oltre al successo olimpico, Peyton collezionò risultati di prestigio anche ai Giochi Panamericani: nell’edizione del 1971 vinse l’oro nei 200 metri stile libero, mentre nel 1975, a Città del Messico, fu protagonista assoluta con quattro medaglie d’oro tra gare individuali e staffette. Parallelamente alla carriera internazionale, Kim Peyton gareggiò per l’Università di Stanford, diventando una delle atlete simbolo del programma natatorio dell’ateneo e stabilendo diversi record collegiali.

Dopo il ritiro dall’attività agonistica, la sua vita fu segnata da una dura battaglia contro un tumore al cervello. Kim Peyton morì il 13 dicembre 1986, a soli 29 anni, lasciando un vuoto profondo nel mondo dello sport americano. La sua figura resta però viva nella memoria collettiva: nel 1989 è stata inserita nella Oregon Sports Hall of Fame, mentre la staffetta olimpica del 1976 è stata celebrata anche dall’International Swimming Hall of Fame.

Kim Peyton è ricordata non solo per i successi e le medaglie, ma anche per l’impatto umano e sportivo che ebbe in una fase cruciale della crescita del nuoto femminile negli Stati Uniti. La sua storia rappresenta ancora oggi un esempio di talento, determinazione e passione.

Laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Bergamo, collabora con Sportal.it dal 2018 coordinando il lavoro sui social e non disdegnando le trasferte. È tra i fondatori di un'associazione giovanile che organizza eventi in provincia di Milano. Ha gusti musicali discutibili.

TG SPORT


Articoli correlati