La sciatrice valdostana ha parlato del suo grave infortunio alla gamba e delle Olimpiadi in arrivo
Federica Brignone ce l’ha fatta: la sciatrice valdostana, vincitrice della Coppa del Mondo generale di sci alpino femminile nella scorsa stagione, è riuscita a rientrare in tempo dal grave infortunio per partecipare alle Olimpiadi di Milano Cortina, il grande appuntamento a cui non voleva assolutamente mancare.
Brignone dopo una caduta durante i campionati italiani in Val di Fassa si procurò la frattura scomposta pluriframmentaria del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra, oltre a danni ai legamenti: un infortunio gravissimo, da cui è riuscita a recuperare appena in tempo, ma con grandi sacrifici.
L’atleta italiana ha spiegato quanto le è costato in una intervista al Corriere della Sera: “La parte bella della mia vita è venuta prima dell’infortunio. Spero di dimenticarmi in fretta di questa fase, anche se dimenticare non si può. E spero di non rivivere una roba del genere”.
“L’infortunio mi ha rubato una gamba per fare tutte le cose che mi piacciono – ha continuato -. E mi ha rubato tanto tempo libero. Correre, giocare a pallavolo o a tennis. Devo sempre controllare ciò che faccio, fatico e sento dolore. Anche con gli sci non da discesa: quest’anno non ho mai fatto sci alpinismo, mai fatto fondo. L’infortunio mi ha tolto tutti gli sport che amo”.
Brignone ha parlato anche delle sue aspettative in vista delle Olimpiadi: “A Milano Cortina sarò una outsider. Non ho ancora deciso le gare da fare. Di sicuro il gigante e il superG. È impossibile sapere quante chance ho. Fossi quella dello scorso anno direi: ‘Se azzeccassi due manche potrei vincere’. Ma dovrei comunque azzeccarle, con la pressione e tutto”.
La sciatrice valdostana non ha però rimpianti: “Mai, vivo nel qui e ora. Non è un motto, ma uno stile di vita. Mi ha salvato da troppa pressione, da cose più grandi di me, soprattutto l’anno scorso. Il passato ci serve per imparare, il futuro per avere motivazioni. Ma non puoi vivere in nessuno dei due, soltanto nel presente”.