L’Espresso apre il suo archivio digitale: settant’anni di storia italiana alla portata di un clic

Articolo di Flavio Brambilla

Il progetto, realizzato in collaborazione con Intesa Sanpaolo, scatta venerdì 26 giugno con la sua prima fase.

L’Espresso, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, solleva il sipario sul progetto di digitalizzazione dell’intero archivio storico del settimanale, con la prima fase che scatta venerdì 26 giugno e un’idea che pone l’accento su un patrimonio, quello della rivista fondata nel 1955, che attraversa settant’anni di inchieste, reportage e copertine capaci di raccontare le trasformazioni del Paese.

Il percorso parte con la pubblicazione online delle annate più recenti, dal 2025 al 2016. A seguire, ogni 45 giorni circa, verrà resa disponibile una nuova decade, fino al completamento dell’intero archivio nella primavera del 2027. Accanto ai materiali originali debutta anche la sezione “Settant’anni di Italia attraverso L’Espresso”, uno spazio editoriale che raccoglie oltre cento articoli della redazione.

Ciascuno di essi, in particolare, prende spunto da una copertina storica e la rilegge in chiave contemporanea, attraversando i grandi temi del giornalismo della testata: dai diritti civili alle battaglie ambientali, dalle inchieste sulla criminalità organizzata alle trasformazioni economiche, fino a cultura e innovazione.

L’archivio è accessibile dal sito lespresso.it, nella sezione dedicata. Dietro questa nuova piattaforma digitale resta un luogo fisico che custodisce la memoria del giornale, con firme importanti come quelle di Scalfari, Biagi, Bocca, Cederna ed Eco, le inchieste su Piazza Fontana, loggia P2 e caso Moro, le battaglie civili che hanno segnato il Paese.

“Con questo progetto, reso possibile dalla collaborazione con Intesa Sanpaolo, restituiamo al Paese settant’anni di giornalismo italiano – ha affermato Emilio Carelli, direttore de L’Espresso -. Un patrimonio di carta che diventa memoria collettiva a disposizione di tutti: la storia d’Italia raccontata settimana dopo settimana, con le sue inchieste, i suoi protagonisti, le sue copertine. Per troppo tempo queste pagine hanno potuto parlare solo a chi raggiungeva fisicamente, da oggi rinascono a nuova vita, pronte a essere consultate da tutti”.

Sulla stessa linea Barbara Costa, Responsabile Archivio Storico Intesa Sanpaolo: “Sosteniamo con convinzione questo progetto di valorizzazione e digitalizzazione dell’archivio del settimanale L’Espresso, un investimento strategico per la conservazione e la diffusione della memoria del Paese. Per Intesa Sanpaolo si tratta di un impegno che si colloca nel solco di una consolidata attività di valorizzazione del patrimonio documentale, in particolare quello giornalistico, riconosciuto come fonte viva della storia italiana”.

“Un’attenzione – ha aggiunto Costa – che nasce dall’esperienza maturata sul proprio Archivio Storico e, più recentemente, sull’Archivio dell’agenzia fotogiornalistica Publifoto: oltre 20 chilometri di documenti e sette milioni di fotografie che raccontano la vita di famiglie e imprese cresciute grazie alle oltre 600 banche che costituiscono la genealogia del Gruppo. Un patrimonio che continuiamo a rendere sempre più accessibile, nella convinzione che la conoscenza del passato sia uno strumento essenziale per comprendere il presente e costruire il futuro”.

Laureato in Lettere Moderne, ama redigere articoli di tutti gli sport con grande attenzione alle statistiche. In particolare, è appassionato di basket e di ciclismo, una passione trasmessa dal nonno che era stato gregario di Gino Bartali.

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