Il musicista britannico aveva 63 anni: è stata la stessa band, che lo aveva accolto nel 1980, ad annunciarne la scomparsa
Il mondo della musica, in particolare quello dell’heavy metal, è in lutto. Attraverso un lungo e commosso messaggio pubblicato sui canali ufficiali dei Venom, è stata infatti annunciata la scomparsa a 63 anni di Cronos, al secolo Conrad Lant, storica voce e bassista in tre lunghi periodi distinti della formazione britannica, con la quale ha contribuito a cambiare per sempre il volto della musica estrema.
Per oltre quarant’anni Cronos è stato il cuore pulsante dei Venom, guidando la band fin dagli esordi e contribuendo alla nascita di un immaginario destinato a influenzare generazioni di musicisti. Dai primi album come Welcome to Hell e Black Metal fino a Into Oblivion del 2026, il suo stile aggressivo e inconfondibile ha lasciato un segno profondo nella storia del metal.
“I Venom non hanno mai seguito le regole imposte dal mercato o dalle mode del momento, scegliendo sempre una strada personale e controcorrente – si legge nella nota di cordoglio -. Al centro di quel percorso c’era proprio Cronos, una figura senza compromessi, impavida e inconfondibile”.
Particolarmente toccanti le parole rivolte ai fan, le celebri “Legions”, che hanno accompagnato Cronos lungo tutto il suo cammino artistico. La band ha sottolineato come Lant fosse profondamente grato a chi negli anni ha acquistato i dischi, partecipato ai concerti e mantenuto viva la fiamma dei Venom in ogni parte del mondo.
A rendere ancora più emozionante il tributo è stato il messaggio del figlio Nathan, che ha voluto ringraziare personalmente tutti coloro che hanno sostenuto il padre nel corso della sua carriera: “L’anima di Cronos continuerà a vivere attraverso la musica e il suo nome non verrà mai dimenticato” ha scritto.
L’eredità lasciata da Conrad Lant va ben oltre la discografia dei Venom. Il suo contributo è considerato fondamentale nello sviluppo del black metal, del thrash e di numerose altre correnti della musica estrema. Intere generazioni di artisti hanno riconosciuto l’influenza esercitata dalla sua voce ruvida, dalle sue linee di basso e dall’attitudine ribelle che ha caratterizzato ogni fase della sua carriera.