Chiusura con il botto per la fantastica tre giorni di “Lele Forever – 25 anni insieme”

Articolo di Mauro Corno

Tantissime presenze e tantissimo divertimento per la festa che ha celebrato l’associazione.

Con un gruppo di volontari così compatto, agile e generoso non poteva non essere un successo la tre giorni di “Lele Forever – 25 anni insieme” che a Villasanta, in Brianza, ha celebrato il quarto di secolo dell’associazione creata per ricordare Gabriele Brandazzi, un giovane stroncato dalla leucemia al termine di una battaglia combattuta con coraggio e dignità.

Nonostante l’arsura, che non ha dato tregua, sono state tantissime le presenze: la tavola calda, che più calda di così non sarebbe potuta essere in queste giornate, è stata molto apprezzata, così come quanto proposto dagli organizzatori per intrattenere grandi e piccini.

Sabato, in via Carducci, si è tenuto il raduno di Vespe e auto storiche, allestito grazie alla collaborazione con il Mams di Monza. Alle 16.30 i mezzi sono partiti per una parata attraverso le vie cittadine, per poi fare ritorno al punto di partenza, dove sono rimasti esposti al pubblico. Tra gli eventi più attesi c’è stata anche la Camminata in giallo – Together in Yellow, andata in scena domenica. Si è trattato di una camminata non competitiva di cinque chilometri aperta a tutti: famiglie, gruppi sportivi, amici e cittadini.

La musica non è mancata: venerdì sera sono saliti sul palco i Redio Vasco, storica tribute band di Vasco Rossi che sostiene l’associazione dal 2008. Sabato è stata la volta dei Nuovanta, con uno spettacolo dedicato ai grandi successi degli anni Novanta e Duemila. A chiudere la manifestazione, domenica sera, sono stati gli ormai affezionati Azione Mutande con il loro energico rock-show che ha preceduto dei gioiosi botti.

Da oltre vent’anni Editor-in-Chief di Sportal.it si è laureato in Scienze Politiche alla Statale di Milano con una tesi su Georges Simenon. Ha scritto due libri su calciatori e allenatori italiani all’estero ("Ai confini dell’impero" e "Nuovi confini dell’Impero") e, nel 2026, "I social prima dei social". Da bimbo era certo che avrebbe giocato in serie A ma già in Seconda Categoria faticava.

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